Post-sisma, più poteri ai Comuni per i progetti privati in ritardo

Gli enti potranno nominare tecnici inseriti in un albo in sostituzione dei proprietari inadempienti Castelli: «È uno strumento in più a disposizione delle amministrazioni verso la rinascita dei borghi»
TERAMO. Più poteri ai Comuni in caso di ritardi o inerzie nella ricostruzione privata. È quanto stabilito dalla cabina di coordinamento degli interventi post-sisma del Centro Italia con il via libera all’ordinanza che consente alle amministrazioni di sostituirsi a proprietari e consorzi inattivi. I l provvedimento istituisce un albo dei commissari a cui gli enti potranno affidare i lavori bloccati o mai partiti. Gli interessati a ricevere gli eventuali incarichi dovranno presentare una manifestazione di interesse, certificando il possesso di requisiti di idoneità e competenza specifica nel campo della ricostruzione. Oltre a non avere conflitti di interesse con le imprese incaricate dei lavori, gli aspiranti commissari negli ultimi due anni non devono aver ricoperto ruoli di progettista e direttore lavori, né aver svolto altre attività tecniche nei cantieri oggetto di commissariamento.
«È una misura attesa dai Comuni e dai cittadini e su cui abbiamo ragionato attentamente insieme alle Regioni e agli Uffici speciali per la ricostruzione», dichiara il commissario per la ricostruzione Guido Castelli, «l’ordinanza introduce una novità che consentirà finalmente agli enti di avere uno strumento in più per ricomporre in modo coerente e sicuro il tessuto urbano dei propri borghi. Importante in particolar modo è la possibilità per gli enti di intervenire nel caso di mancata costituzione di consorzio obbligatorio entro i termini di legge e nel caso di inerzia degli organi consortili, sia direttamente sia tramite nomina del commissario». L’ordinanza prevede che i Comuni, dopo aver inviato un preavviso di 30 giorni, possano sostituirsi ai proprietari di immobili che non hanno risposto o che sono inerti, dissenzienti o irreperibili, in modo che si possa procedere con gli interventi di ricostruzione. L’amministrazione può anche decidere di nominare un commissario, che agirà con i poteri necessari. L’obiettivo è garantire una risposta più efficiente e tempestiva nelle operazioni di ricostruzione degli edifici inagibili. A integrare le disposizioni sull’albo e sui poteri sostitutivi dei Comuni, interviene anche un’altra ordinanza che introduce novità nella gestione delle spese professionali degli amministratori di condominio e dei consorzi coinvolti nella ricostruzione privata. Entrambi i provvedimenti mirano a rendere le regole e i compensi più chiari e adeguati per questi ruoli chiave nelle procedure ricostruttive. Le spese saranno coperte fino a un massimo calcolato attraverso una scala progressiva di percentuali applicate agli importi degli interventi.
In particolare le percentuali sono: 1,50% per contributi fino a 500mila euro, 0.80% per contributi tra 500mila euro e un milione, 0.50% per contributi fino a due milioni e 0.20% per contributi di importo superiore. Le percentuali possono essere incrementate se gli amministratori di condominio o i presidenti di consorzio soddisfano specifici requisiti professionali. Il compenso per le spese professionali è unico e omnicomprensivo e può includere fino al 10% di spese forfettarie. Il compenso inoltre sarà corrisposto in concomitanza con gli stati di avanzamento dei lavori e il pagamento dovrà essere approvato dall’assemblea dei condomini o dei consorziati.
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