Post-sisma, pratiche aumentate del 66%

2 Gennaio 2021

Il commissario Legnini: «1.600 famiglie sono già tornate a casa, il nuovo anno dovrà essere quello del decollo definitivo»

TERAMO. Nonostante l'emergenza sanitaria, che ha imposto anche un blocco temporaneo dei cantieri, e l'evoluzione della normativa, nel 2020 la ricostruzione privata post sisma 2016 ha fatto registrare una forte accelerazione.
A certificarlo sono i dati illustrati dal commissario straordinario Giovanni Legnini nell'ultimo incontro con i presidenti e i delegati delle quattro regioni coinvolte dal sisma, che parlano di una crescita del 66% rispetto all'anno precedente delle domande di contributo per la riparazione o la ricostruzione degli edifici, passate dalle 12.063 di fine 2019 alle 19.593 presenti sulla piattaforma informatica al 28 dicembre 2020. Rispetto agli 80mila edifici inagibili censiti inizialmente, le richieste di contributo sono un quarto del totale. A registrare un importante cambio di passo è stata soprattutto la richiesta di contributi per i danni lievi, tanto che solo quest'anno ne sono state presentate cinquemila. Un'accelerazione alla quale ha contribuito l'aver mantenuto, dopo undici proroghe, la scadenza del 30 novembre per la presentazione delle pratiche (nella quale comunque non rientravano i danni lievi per gli edifici compresi negli aggregati edilizi o ubicati nelle zone rosse o nelle aree perimetrate dove esistono vincoli alla ricostruzione o ancora che abbiano rischi esterni o che siano situati in aree instabili o in dissesto), agevolata da un forte snellimento degli adempimenti.
In particolare nel corso dell'anno, in tutto il cratere, sono state approvate 2.742 richieste, portando il totale delle domande che hanno ottenuto il contributo a 7.031 (7151), con una crescita del 63%. Per quanto riguarda specificamente l'Abruzzo al 28 dicembre erano state presentate in totale, per tutta la ricostruzione privata, 3.467 domande di cui 2.928 sono in fase di istruttoria, 302 in fase di cantiere, 237 arrivate a completamento per un totale di 539 domande accolte. «Il 2021 dovrà essere», ha detto il commissario, « l’anno del decollo definitivo della ricostruzione. La priorità, sfruttando anche l’assunzione di 150 nuove unità di personale negli Uffici speciali della ricostruzione, è quella di accelerare l’esame della grande quantità di domande di contributo arrivate nel corso del 2020 e consentire l’apertura del massimo numero possibile di cantieri». Intanto i fondi per la ricostruzione privata effettivamente erogati sono stati pari a 381 milioni di euro (dato aggiornato al 10 dicembre), pari a quasi la metà della spesa complessiva erogata dal 2017, pari a 684 milioni di euro. Al 28 dicembre di quest'anno in tutto il cratere Centro Italia c’erano 3.175 cantieri in fase di lavorazione, mentre gli interventi conclusi con il ripristino degli immobili erano 3.982 e nel corso del 2020 circa 1.600 famiglie hanno potuto fare il loro rientro nell’abitazione riparata o ricostruita. Tra i risultati ottenuti lo scorso anno anche la drastica riduzione dei tempi medi di approvazione delle richieste di contributo e questo grazie alle nuove procedure introdotte con l'ordinanza 100, che attribuisce ai professionisti il compito di certificare le conformità e stabilisce tempi certi entro i quali i Comuni e gli Uffici Speciali devono esprimere le loro valutazioni, prevedendo meccanismi come il silenzio assenso e i poteri sostitutivi in capo al commissario. Rispetto a una media di circa 14 mesi per l'ottenimento del contributo con le vecchie procedure, le istanze presentate ai sensi dell'ordinanza 100, praticamente tutte le nuove domande, impiegano infatti una media di 65 giorni.
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