Postamat esploso, bottino di 53mila euro

Tre uomini in fuga con il bottino, la polizia arresta un pugliese di 30 anni: in macchina un coltello e un pezzo di miccia
PINETO. Un boato che sveglia tutto il quartiere e la carica esplosiva che squarcia il postamat. Tutto in pochi attimi. Succede nella notte tra martedì e ieri a Scerne di Pineto quando va in scena il colpo all’ufficio postale di via Belvedere. Il risultato è un bottino di 53mila euro, tre uomini in fuga e uno bloccato dagli agenti del commissariato di Atri. Si tratta di un cittadino pugliese di 30 anni, già conosciuto alle forze dell’ordine, sorpreso a bordo di una vettura che non risulta rubata. All’interno un coltello e un pezzo di miccia. Dello stesso tipo di quella trovata sul posto dell’esplosione. Gli investigatori sono certi che abbia avuto un ruolo. E forse non solo quello del “palo”. L’uomo è stato arrestato e rinchiuso nel carcere di Avezzano e nelle prossime ore comparirà davanti al giudice per l’udienza di convalida. Si cercano gli altri tre scappati a bordo di una Alfa Romeo risultata rubata qualche ora prima a Pineto e in fuga con il bottino. La macchina è stata ritrovata a poca distanza.
Gli agenti del commissariato di Atri (diretto da Ester Fratello) stanno visionando le immagini di vari sistemi di video sorveglianza. Non solo quello dell’ufficio postale, ma anche molti altri. E non solo. Ormai da ore stanno raccogliendo le testimonianze di residenti della zona nel tentativo di ricostruire l’esatta dinamica dei fatti. Per ora è quella che si srotola nei primi atti di polizia giudiziaria con l’allarme scattato all’1.20 quando un boato ha svegliato i residenti di via Belvedere, in particolare quelli che vivono negli appartamenti che si trovano sopra i locali che ospitano l’ufficio postale. «Abbiamo pensato a una bomba», hanno raccontato ai poliziotti, «hanno tremato pure i vetri e siamo scesi in strada». L’esplosione ha mandato in frantumi i vetri delle poste, ha divelto le serrande e danneggiato i mobili dell’ ufficio. E non solo. Ha provocato anche il distacco di alcune parti del soffitto. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che, dopo un attento sopralluogo, hanno accertato la stabilità dell’edificio scongiurando da subito l’ipotesi di uno sgombero. La tecnica usata per far saltare lo sportello è quella ormai consueta della carica di acetilene che squarcia il bancomat. Nei fotogrammi catturati dal sistema di videosorveglianza si intravedono i tre che arrivano su una macchina di grossa cilindrata e, tutti con il volto coperto, si muovono rispettando un copione che molto probabilmente è stato già recitato altre volte. Perché è evidente che si tratti di una banda di professionisti proveniente da fuori regione. Va detto che ormai da qualche anno nel Teramano, dopo le decine di colpi messi a segno tra il 2016 e il 2017 sempre con questa tecnica, la banda dei bancomat aveva concesso una tregua. Interrotta la notte scorsa quando il boato ha svegliato via Belvedere.
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