Poste, parte il recapito a giorni alterni

16 Ottobre 2018

Dal 22 via al progetto in tutta la provincia. I portalettere lavoreranno fino alle 21, la Cisl chiede turni non troppo gravosi

TERAMO. Poste Italiane, a seguito di una delibera Agicom che autorizza ad effettuare il recapito a giorni alterni sull'intero territorio nazionale, da lunedì prossimo, 22 ottobre, procederà ad applicare questo progetto anche nella provincia di Teramo. Da tale data il recapito tradizionale non sarà più effettuato quotidianamente nella stessa zona ma un giorno sì e uno no, spalmando su due settimane la copertura dei cinque giorni nei quali la corrispondenza viene consegnata (ad esempio nella prima settimana la corrispondenza in una zona arriverà il lunedì, mercoledì e venerdì; nella seconda il martedì e giovedì).
Ad integrazione del recapito tradizionale, sarà prevista a Teramo e nei comuni della provincia ad alta intensità abitativa una linea business che si dedicherà principalmente alla consegna dei pacchi, delle raccomandate e degli atti giudiziari. Un'altra novità è che i portalettere copriranno una fascia oraria che va dalle 8,30 della mattina fino alle 21 dal lunedì al venerdì e dalle 8 alle 14 del sabato. Pertanto non sarà strano sentirsi suonare, in orari finora insoliti, al portone di casa dal portalettere di Poste Italiane.
Il segretario territoriale della Slp-Cisl Stefano Di Domenico commenta così le novità in arrivo: «Il progetto da un lato garantisce il servizio di recapito per i cittadini e in generale lo potenzia; dall’altro però la nuova copertura oraria genera non poche difficoltà ai lavoratori, soprattutto considerando che i dipendenti di Poste Italiane sono quasi esclusivamente donne e madri di famiglia. La situazione», continua l’esponente della Cisl, «è stata già evidenziata ai tavoli nazionali e regionali, in cui si sta lavorando per progettare una turnazione che abbia lo scopo di garantire il servizio senza però gravare eccessivamente sui lavoratori e sulle loro famiglie. L'attenzione è inoltre rivolta alla ricollocazione delle eventuali eccedenze nell’organico dei portalettere», conclude Di Domenico, «che potrebbero andare a rinforzare il personale degli uffici postali».
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