Prati, c’è la svolta per gli impianti La ditta Persia pronta all’acquisto

L’azienda sarebbe disposta a confermare l’offerta da 1,5 milioni accettata dalla Gran Sasso Teramano Manca solo l’atto notarile, con la presentazione di garanzie, dopo il passo indietro del gestore Finori
PIETRACAMELA. La ditta Persia di Tottea avrebbe manifestato la volontà di acquistare gli impianti di Prati di Tivo e Prato Selva: spiragli di speranza importanti si aprono così sul futuro del comprensorio sciistico del Gran Sasso. Sarebbe arrivata ieri alla Gran Sasso Teramano (Gst), la società pubblico-privata in liquidazione proprietaria delle attrezzature, la disponibilità all’acquisto del lotto delle due stazioni sciistiche dai fratelli Persia, dopo la defezione dal notaio per la firma del rogito lo scorso 22 aprile del gestore Marco Finori, che era stato l’aggiudicatario definitivo del bando.
Una notizia che ha riportato un clima di ottimismo sulla conclusione dell’annosa vicenda che porterebbe a compimento la liquidazione della Gst che ha oltre un milione e 300mila euro di debiti e aprirebbe una nuova e rosea fase della stazione che è chiusa da quasi due anni, con danni rilevanti al turismo. La ditta Persia era stata convocata come secondo proponente in graduatoria dal liquidatore della Gst Gabriele Di Natale, su incarico dei soci, dopo l’assemblea in Provincia nella quale era stata revocata la vendita a Finori e si era deciso di far rientrare in corsa gli imprenditori di Tottea. Ora si aprirebbe la fase propedeutica al rogito notarile: l’offerta dei Persia presentata alcuni mesi fa era stata di un milione e 520mila euro (quella di Finori ammontava a un milione e 650mila euro) che dovrebbe essere confermata con la presentazione della documentazione e delle dovute garanzie: fideiussione e caparra. L’acquisto degli impianti porterebbe alla revoca della gestione degli stessi a Finori che entro 30 giorni dall’atto notarile avrebbe l’obbligo di riconsegnarli e verrebbe affidata alle stesse condizioni al nuovo proprietario, che potrebbe riavviare la cabinovia per la stagione estiva e programmare quella invernale. E dovrebbe onorare il canone di concessione temporanea per l’uso dei terreni dove insistono gli impianti all’Asbuc di Pietracamela.
Tra due giorni si rinnoveranno i secondi sei mesi di assegnazione che erano stati pattuiti l’8 novembre scorso al canone di 17.500 euro. L’esistenza di un acquirente potrebbe rassicurare la stessa Asbuc che in questi giorni si era presa del tempo per valutare legalmente, qualora Finori fosse rimasto gestore delle strutture, se confermare la concessione che era strettamente legata all'acquisto delle attrezzature che Finori non aveva onorato.
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