«Prati di Tivo, bisogna aspettare il tribunale»

14 Gennaio 2023

La Gran Sasso Teramano risponde ai solleciti del sindaco di Pietracamela: «Decisivo l’esito delle cause»

PIETRACAMELA. La Gran Sasso Teramano risponde alla richiesta di chiarimenti del sindaco di Pietracamela Antonio Villani sulla situazione di stallo degli impianti di Prati di Tivo, definita «intollerabile» dal primo cittadino. La lettera del liquidatore Gabriele Di Natale, indirizzata anche agli altri soci della Gst – la Provincia, la Camera di commercio del Gran Sasso, il Comune di Fano Adriano e le Asbuc di Pietracamela e Intermesoli– esordisce con l'impegno «a trovare le soluzioni e a comunicarle ai soci con la massima trasparenza».
Di seguito Di Natale affronta le problematiche della stazione sciistica partendo dalla mancata riconsegna della cabinovia dal gestore scaduto Marco Finori, per la quale Villani sollecita un’azione giudiziaria. «Com'è noto la Finori srl ha provveduto alla riconsegna di parte degli impianti e a seguito dei solleciti e delle diffide la stessa ha assicurato la restituzione degli ulteriori beni con comunicazioni del 7 e 20 dicembre. La parziale riconsegna e le assicurazioni ricevute hanno sconsigliato la proposizione di qualsiasi azione giudiziaria, ma è stata inoltrata un'ulteriore diffida il 10 gennaio rimasta allo stato priva di riscontro: se dovesse protrarsi l’omissione, sarà cura della Gst tutelare i diritti della società, anche in sede giudiziaria», scrive il liquidatore. Quanto alla richiesta di completare la procedura della vendita del lotto delle attrezzature, «la vendita è stata rallentata da azioni giudiziarie promosse dalla Finori srl, alcune definite positivamente per la Gst, ma siamo in attesa che il tribunale di Teramo si pronunci sulla richiesta di sequestro dei beni formulata dalla società del gestore. L’esito di tale decisione sarà rilevante al fine di proporre al potenziale acquirente il trasferimento dei beni, sebbene sugli immobili sia trascritto l’atto di citazione con cui è stato introdotto il giudizio e sul quale dovrà trovarsi una soluzione con il consenso dell’acquirente». Sull’ipotesi del bando di gestione della cabinovia solo per i mesi estivi, la missiva prosegue che «ottenuta la completa restituzione degli impianti e la decisione del Tribunale di Teramo, si valuterà quali iniziative prendere». Infine, sulla richiesta di completare la liquidazione della Gran Sasso Teramano con l’istanza di fallimento Di Natale conclude: «Con due potenziali acquirenti non paiono sussistere fondati i presupposti per poter chiedere la dichiarazione di fallimento della società, con grave danno per i creditori e i soci: e il tutto non agevolerebbe nella tempistica la gestione degli impianti. La società è allo stato priva di risorse finanziarie, quindi non sostiene costi e i compensi maturati ai professionisti a seguito di azioni giudiziarie promosse contro la Gst anche da alcuni soci della società stessa non sono stati mai corrisposti».
Adele Di Feliciantonio
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