Prati di Tivo, c’è una sola offerta

La Gran Sasso Teramano valuta la manifestazione d’interesse arrivata per l’acquisto delle quote
PIETRACAMELA. È cominciata la valutazione della manifestazione di interesse per l’acquisto delle quote della Gran Sasso Teramano, l’unica finora arrivata, e si pensa ad altre soluzioni per salvare la stazione di Prati di Tivo. «Confermo che ci è arrivata una manifestazione di interesse per l’acquisto delle partecipazioni della società da un gruppo imprenditoriale operante nel settore sciistico della quale stiamo valutando tutti gli elementi, mentre stiamo lavorando su più tavoli per elaborare altre soluzioni che evitino il fallimento della società e quindi la chiusura degli impianti. Altre proposte non sono arrivate».
A parlare è Gabriele Di Natale, il liquidatore della Gran Sasso Teramano (Gst), la società pubblico-privata proprietaria delle attrezzature oggi in liquidazione. C’è una corsa contro il tempo per trovare una copertura al milione e 300mila euro circa di debiti della società dopo che il quarto bando di gara per la vendita in un unico lotto degli impianti da parte della Gst (a eccezione della cabinovia della Madonnina, di proprietà della Provincia) è andato deserto, e la copertura va trovata prima della scadenza, il prossimo 30 settembre, del contratto di gestione degli impianti. «Ci sono degli interessamenti sulla stazione, ma nessuna intenzione ufficiale nè ufficiosa ci è pervenuta all’infuori di quella già arrivata dallo studio legale romano. Peraltro non sappiamo le generalità del gruppo imprenditoriale», dice Di Natale, e aggiunge: «La valuteremo con i soci e a tal fine convocherò a breve l’assemblea. Nel frattempo stiamo verificando se il valore del debito è più alto di quello degli immobili e quindi potremmo pensare a un quinto bando per la vendita dei singoli beni anzichè di tutto il lotto. Inoltre abbiamo inviato il piano industriale della società all’istituto di credito privato al quale abbiamo fatto richiesta per un mutuo trentennale con la garanzia contestuale di un bando di gestione per lo stesso lasso di tempo».
La preoccupazione regna sovrana tra gli operatori turistici che chiedono una soluzione immediata e definitiva. «Da dieci anni viviamo nell'incertezza e ogni inizio di stagione si ripete la stessa situazione», lamentano, «sono state prese sempre soluzioni tampone che non hanno portato a nulla di buono. In molti ci chiedono se gli impianti chiudono e questo non fa bene alle nostre attività e alla stazione». Le vicissitudini che si sono susseguite hanno portato a «un danno di immagine», sostiene l'imprenditore Antonio Riccioni, «Prati di Tivo nell'immaginario collettivo non viene più considerata una meta dove poter sciare perchè non si sa mai se gli impianti aprono e si preferiscono altre località. Occorre, perciò, un cambio di passo».
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