Prati di Tivo, Finori: «Da parte mia non ci sono ritardi»

PIETRACAMELA. «Ho riconsegnato parte degli impianti, e provvederò a breve a riconsegnarli tutti secondo un cronoprogramma, quasi un mese prima della scadenza della proroga del mio contratto di...
PIETRACAMELA. «Ho riconsegnato parte degli impianti, e provvederò a breve a riconsegnarli tutti secondo un cronoprogramma, quasi un mese prima della scadenza della proroga del mio contratto di gestione che mi fu notificata l’anno scorso dalla Gran Sasso Teramano il 23 dicembre e non può essere retrodatata. Non c’è quindi riconsegna né in ritardo, né parziale». A parlare è il gestore (scaduto) degli impianti di Prati di Tivo e Prato Selva Marco Finori che all’indomani della riconsegna alla Gran Sasso Teramano (Gst) della quadriposto e del Pilone torna sull’argomento per dare la propria versione dei fatti.
«Riconsegnerò nei prossimi giorni gli impianti di Prato Selva facendo un sopralluogo con l'ingegnere Marco Cordeschi delegato dalla Gst e poi la cabinovia della Madonnina sempre con Cordeschi, come comunicato giorni fa tramite una pec alla Gst», dice ancora, e ribadisce: «Per la cabinovia impiego qualche giorno in più perché devo chiudere i contratti con l’Enel e svuotare il magazzino a valle di attrezzature nuove acquistate per le piste da sci. Ma non sono in ritardo: la mia concessione scade il 23 dicembre».
La Gst ha sempre sostenuto che la concessione è scaduta il 7 novembre e lo attesta anche un verbale dell’assemblea dei soci, ma Finori non la vede così. «Ho riconsegnato prima per permettere di riaprire gli impianti», incalza, «sono in buone condizioni e hanno tempo prezioso per riattivarli anche per Natale». E, rincarando la dose: «Mai la Gst si è preoccupata negli ultimi anni di riattivare le attrezzature così presto. A me hanno chiesto di riaprire la stazione anche a fine dicembre o a gennaio e non era tardi, senza capire che la programmazione si fa ad aprile e non a inizio stagione invernale. Tuttavia ribadisco che la società Finori è sempre disponibile all'acquisto degli impianti all'importo di un milione e 650mila euro».
Adele Di Feliciantonio

