Prati di Tivo, il tribunale invoca un accordo

Vendita degli impianti di risalita: la giudice dà tempo fino ad ottobre per trovare una conciliazione
TERAMO. Il tribunale civile mette un punto fermo nell’annosa questione della vendita degli impianti di risalita di Prati di Tivo. Lo fa con una sentenza della giudice Lorenza Pedullà che invia le parti in causa – l’imprenditore marchigiano Marco Finori e la società Gran Sasso Teramo Spa in liquidazione – a trovare un accordo sull’acquisto e dà tempo fino ad ottobre per il raggiungimento di una conciliazione fissando per il 28 ottobre la nuova udienza. Scrive la giudice nel verbale: «Una soluzione transattiva non può che essere realmente vantaggiosa con riferimento alle posizioni sostanziali e processuali di entrambe le parti, considerato infatti da un lato lo stato in cui versa la società convenuta (in liquidazione) e dall’altro l’interesse di parte attrice ad acquistare la titolarità del complesso aziendale, peraltro alla stessa affidato in gestione sin dal 2019, ciò evidentemente favorendo anche una continuità amministrativa dell’azienda stessa (oltre che il ripianamento dell’esposizione debitoria della società convenuta)».
Nel provvedimento la giudice formula una proposta che è questa: «Si propone la cessione da parte della società Gran Sasso Teramano in favore della società attrice Marco Finori del ramo d’azienda costituito da debiti, crediti, beni mobili e immobili e concessioni, con obbligo dello smontaggio degli impianti giunti a fine vita tecnica e accollo liberatorio di tutti i debiti della Gran Sasso Teramano, dietro il pagamento integrale di tutti i creditori sociali entro 30 mesi, dei professionisti entro la fine del 2024, per il complessivo importo di 1.550.000,00, confermando per il resto tutto quanto previsto nella bozza contrattuale che la Gran Sasso Teramano aveva proposto a Finori con la pec dell’aprile 2022; rinuncia da parte della società attrice alla domanda di risarcimento del danno».(d.p.)

