Prati di Tivo, impianti verso la chiusura

La Regione avvia la sospensione dell’autorizzazione perché non sono stati pagati i canoni all’amministrazione separata
PIETRACAMELA. Ancora nuvole, che questa volta potrebbero portare un temporale, sulla stazione di Prati di Tivo. C’è il rischio che gli impianti vengano chiusi nel mezzo di una stagione molto frequentata dai turisti. Il dipartimento Infrastrutture, trasporti e mobilità della Regione Abruzzo ha comunicato alla Provincia e a tutti i soci della Gran Sasso Teramano, la società proprietaria delle attrezzature oggi in liquidazione, l'avvio del procedimento per la sospensione dell'autorizzazione al "pubblico esercizio" degli impianti di risalita. Una decisione assunta in seguito al rilievo del mancato pagamento dei canoni spettanti all'Amministrazione separata di Pietracamela, socia della Gran Sasso Teramano, per i terreni su cui insistono le attività scioviarie, e dell'intenzione dell’Asbuc di risolvere il contratto per inadempimento a causa del reiterato mancato pagamento degli stessi. Un mese fa l’Asbuc pretarola guidata dal presidente Paride Tudisco ha annunciato l’azione legale per recuperare il credito di 174mila euro, dopo un tentativo di mediazione alla Camera di commercio per arrivare a una soluzione bonaria.
Se l’azione avviata dalla Regione venisse resa operativa metterebbe in ginocchio l’intera economia del comprensorio montano e non solo dei Prati, soprattutto in questa stagione nella quale la montagna è meta gettonata dai turisti. «Siamo una società in liquidazione, i debiti ammontano a un milione 250mila euro, ma non abbiamo pagato nessuno perchè non ne abbiamo le possibilità», ha spiegato Gabriele Di Natale, liquidatore della Gran Sasso Teramano, «laddove le avessimo dovremmo soddisfare tutti i nostri creditori e non preferire l'uno all’altro per non essere accusati, in caso di fallimento, del reato di bancarotta preferenziale. Nella questioni chiare non si fa luogo a interpretazioni. Stiamo facendo dei bandi per la vendita degli impianti e appena avremo i soldi provvederemo a pagare tutti sulla base del progetto di liquidazione come approvato in sede di assemblea dei soci».
Il presidente della Provincia Diego Di Bonaventura ha convocato per domani una riunione con la Regione, la Gran Sasso Teramano e l’Asbuc di Pietracamela. «Una situazione che va superata e dobbiamo trovare il modo per farlo», ha dichiarato, «sono preoccupato per la sorte dei Prati ed è chiaro che occorre risolvere un nodo finanziario che arriva da lontano. Abbiamo trovato una società in liquidazione, gli enti per legge non possono saldare i debiti delle partecipate e ci sono procedure che vanno rispettate, per questo dobbiamo decidere insieme, tutti i soci, come procedere confidando nel buon senso di tutti e soprattutto nel fatto che abbiamo un obiettivo comune».
Alla situazione si è interessato anche il deputato Antonio Zennaro, che ha fatto un appello agli enti soci e ha avanzato la richiesta di interessamento alla Cassa depositi e prestiti del ministero dell’Economia. «Ognuno faccia la sua parte per evitare la chiusura degli impianti, superare le divisioni politiche e lavorare in squadra», ha detto, «ho richiesto l'interessamento della Cassa depositi e prestiti sul fronte di un’eventuale linea di credito per ristrutturare il debito della Gran Sasso Teramano, che comprende anche i mancati pagamenti dei canoni di concessione», e aggiunge: «Non possiamo permettere un danno simile alla montagna teramana». Una soluzione, quella del ricorso alla Cassa depositi e prestiti, valutata anche da Di Natale. «Mi sono già mosso in questo senso e sono in attesa della risposta per la copertura dell’intero debito con un mutuo trentennale a partire dal 2015», ha concluso il liquidatore, «questo ci permetterebbe di riportare la società in bonis e si aprirebbe una nuova stagione per Prati di Tivo con un bando pluriennale per dare stabilità e futuro alla stazione».
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