Prati di Tivo, la Provincia può cedere le sue quote

2 Ottobre 2020

Un gruppo imprenditoriale vuole il 51% della Gran Sasso Teramano, si valuta se l’operazione è fattibile. Scartata per ora un’offerta per gestire la stazione 

TERAMO. La Provincia potrebbe cedere la sua quota del 51% della Gran Sasso Teramano (Gst), la società pubblico-privata proprietaria degli impianti dei Prati e di Prato Selva oggi in liquidazione, al gruppo imprenditoriale che ha inviato la manifestazione di interesse per l’acquisto della società. È quanto emerso ieri sera durante l’assemblea dei soci convocata proprio per valutare la proposta arrivata la settimana scorsa da uno studio legale romano che contiene due possibilità: l’acquisto del pacchetto della Gst o della quota maggioritaria dell’ente provinciale. Una soluzione che eviterebbe così il fallimento della società che ha oltre un milione e trecentomila euro di debiti, ma che ora è al vaglio degli uffici legali incaricati.
«Ci siamo presi del tempo affinchè l’avvocatura valuti se ci sono le condizioni tecnico - giuridiche per cedere la quota, tenendo conto anche dell’offerta economica», ha spiegato Alessandro Recchiuti, vice presidente della Provincia, «e preciso che questa sarà una decisione dell’intero consiglio provinciale e non dei singoli». Del tempo per valutare è stato preso anche dagli altri soci presenti, che non hanno espresso alcuna intenzione riguardo alla cessione delle proprie quote. Scartata, per ora, l’offerta non vincolante per la gestione del comprensorio pervenuta mercoledì da uno studio legale romano. «C’è l’impossibilità in questo momento di valutare l’offerta, ma dalla controparte potrebbe arrivare una rimodulazione della proposta come mi hanno fatto sapere per sms», ha spiegato il liquidatore Gabriele Di Natale. Intanto si lavora per salvare la stazione che è ferma da una decina di giorni per la revoca della concessione dei terreni da parte dell’Asbuc di Pietracamela, socia della Gst. La revoca ha bloccato l’istruttoria di un istituto bancario privato al quale Di Natale si era rivolto per un mutuo ventennale con la garanzia contestuale di un bando di gestione per lo stesso lasso di tempo. «Abbiamo effettuato un sopralluogo con i tecnici per valutare le condizioni degli impianti di Prato Selva», ha proseguito Di Natale, «e con il sottosegretario D’Annuntiis abbiamo fatto inserire nel Recovery fund il finanziamento per la pista nel bosco. Cerchiamo di salvare il salvabile per restituire a tutta la provincia la sua “Cortina d’Abruzzo”. Le resistenze a far diventare la società tutta privata ci sono, perché poi finiscono i privilegi che ci sono stati finora».
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