Prati di Tivo, la stagione estiva è in forse

Il liquidatore Saccomandi si dimette dalla Gran Sasso Teramano. L’ente: «Siamo rimasti soli e non ci sono i tempi»
TERAMO . Non c’è pace per Prati di Tivo e, in generale, per il turismo della montagna teramana. La Gran Sasso Teramano, la società pubblico-privata creata per detenere e gestire gli impianti di risalita del versante, a distanza di un anno e mezzo dalla messa in liquidazione ha approvato i bilanci rimasti in sospeso (quelli del 2014, 2015 e 2016) ma ha perso il commissario liquidatore. Il commercialista teramano Sergio Saccomandi nell’assemblea dei soci tenuta lunedì ha infatti rassegnato le dimissioni – che però nell’occasione non sono state discusse né ratificate – e ha contestualmente convocato l'assemblea straordinaria dei soci per l'inizio della prossima settimana, quando all'ordine del giorno ci sarà l’individuazione del nuovo amministratore. Ma, soprattutto, la Provincia – in una nota diffusa proprio per dare la notizia delle dimissioni di Saccomandi – annuncia tempi cupi per Prati di Tivo, dichiarandosi in sostanza impotente a garantire la stagione estiva della seggiocabinovia.
La nota della Provincia parte dall’annuncio di Saccomandi e recita: «La sua volontà è nota da tempo e certo su questa ha pesantemente influito il clima conflittuale che si registra a Prati di Tivo e le polemiche di una parte degli operatori su qualsiasi decisione è stata assunta. Di fatto con l’approvazione dei bilanci abbiamo finalmente risolto buona parte dei problemi finanziari, ma c’è un problema di liquidità che pesa nell’immediato condizionando tempi e modalità per la riapertura della stagione estiva. Saccomandi va ringraziato per il lavoro svolto e per l’assunzione di responsabilità che ha dimostrato con la gestione diretta degli impianti. I nostri obiettivi rimangono gli stessi, la trasformazione in una srl e la gara per i privati, ma siamo rimasti soli e non abbiamo certo né le forze né le risorse professionali e finanziarie, tanto meno i tempi, per sciogliere tutti i nodi prima della stagione estiva». Nel “siamo rimasti soli” dettato certamente dal presidente Renzo Di Sabatino c’è il succo di un problema che si trascina da tempo, quello dello svuotamento di risorse e personale delle Province non accompagnato dalla reale presa in carico, da parte degli enti superiori, delle competenze dell’ente: in questo caso il turismo. A salvare l’estate ai Prati, a questo punto, potrebbe forse essere solo un intervento urgente del neo assessore regionale al turismo Giorgio D’Ignazio, che è teramano e conosce alla perfezione il problema.(red.te)
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