Prati di Tivo, manutenzione al via

8 Novembre 2022

Partiti i lavori sul sistema anti-valanga, resta a rischio la riapertura degli impianti

PIETRACAMELA. Prati di Tivo: si parte con la manutenzione del sistema di sicurezza anti-valanga O’bellx, ma c’è la probabilità concreta che gli impianti rimangano chiusi anche questa stagione invernale. L’elicottero è arrivato ieri mattina nella piazzetta della stazione sciistica di Pietracamela per rimuovere, sul versante del Corno Piccolo, i nove esploditori anti-valanga che mettono in sicurezza piste e piazzale e eseguire tutti gli interventi per garantirne la piena funzionalità una volta riposizionati insieme alle tre nuove campane. Per il vento nulla s’è fatto, ma le operazioni di manutenzione sono già state programmate e finanziate dalla Provincia.
Invece nulla si muove per quanto riguarda la riapertura degli impianti in assetto invernale. Domani è il giorno in cui scade al gestore Marco Finori la proroga della gestione (6 mesi + 6 mesi a causa del Covid) delle attrezzature e giovedì la Gran Sasso Teramano che ne è proprietaria ne ha richiesto la restituzione. Ed è proprio riavere il possesso degli impianti è la grande incognita che determinerà il futuro della stagione invernale. Se infatti Finori, che ancora non si esprime al riguardo, decidesse di non riconsegnarli, la Gst dovrebbe agire per via giudiziale e non avendone il possesso non potrebbe venderli né ai Persia, che attendono come secondi aggiudicatari di acquistarli, né darli in gestione.
Intanto prosegue la qeuerelle giudiziale tra la Gst e Finori: quest’ultimo ha presentato un atto di citazione dove chiede «la nullità del bando, accertando la responsabilità di inadempimento della Gst convenuta all’obbligo di trasferire il ramo d’azienda per l’effetto dell’aggiudicazione provvisoria del 3 maggio 2021» e la condanna della Gst «al risarcimento del danno patrimoniale ed extra-patrimoniale patito dalla Marco Finori srl in ragione dell’accertato inadempimento del contratto di gestione che della mancata vendita al prezzo di 900mila euro oltre agli interessi legali con la compensazione in tutto o in parte del prezzo di acquisto del ramo di azienda». La prima udienza dinanzi al giudice civile è fissata per il 23 febbraio. «L’atto di citazione era dovuto per i danni gravi che la Gst mi ha causato», sostiene Finori. «Dopo il Consiglio di Stato abbiamo chiesto al giudice ordinario sia i danni che l’assegnazione dei beni come aggiudicatario».
Adele Di Feliciantonio