«Prati di Tivo, ora serve un’idea per la gestione»

18 Agosto 2015

Il presidente Di Sabatino rilancia la palla alla Gran Sasso Teramano: la società mi rimetta una proposta entro fine mese, la Provincia ha già fatto la sua parte

TERAMO. Servono proposte sostenibili e idee sul da farsi per far funzionare le infrastrutture pubbliche di Prati di Tivo e la Provincia chiama la Gran Sasso Teramano a rimettere una proposta entro fine mese. Così il presidente di via Milli, Renzo Di Sabatino, rilancia la palla all’amministratore unico della Gran Sasso Teramano, Marco Bacchion, sul futuro del comprensorio.

Il problema è stato posto da Bacchion alla vigilia di Ferragosto ricordando come sia imminente la scadenza del bando per la gestione degli impianti ed esprimendo il timore che con la fine della stagione estiva tornino nel dimenticatoio i nodi sugli impianti e il rilancio del comprensorio. La Provincia ribatte di aver fatto la sua parte dopo l’accordo trovato con Unicredit per sanare i 12 milioni di debiti che pesavano sulla cabinovia e dopo il finanziamento di un milione e 100mila euro ottenuti per la strada di Prati di Tivo. «Se siamo qui a confrontarci sul futuro del comprensorio è perchè, dopo anni, siamo riusciti a chiudere la complicata partita della cabinovia grazie all'azione di Provincia e Regione», ricorda Di Sabatino, «un risultato che solo fino a qualche mese fa non era affatto scontato. Ora ci sono anche i finanziamenti per la provinciale 43 e dunque le premesse per sistemare una strada ad alta valenza turistica: entro fine mese la gara, subordinata all'assegnazione ufficiale del finanziamento, e 70 giorni di tempo dall'aggiudicazione per il completamento dei lavori. Per un confronto sul da farsi, quindi, si riparte da basi molto più solide. Su questo confronto mi aspetto anche il contributo della società», ha detto Di Sabatino, «che ha fra i suoi compiti quello della programmazione delle azioni a sostegno del comprensorio montano insieme a Camera di commercio, Regione e quegli operatori turistici che sulla gestione degli impianti reclamano un ruolo. Il problema non è cosa si vuol fare della società ma cosa possiamo fare per far funzionare le infrastrutture pubbliche a servizio del turismo perchè è ovvio che bisognerà trovare una formula in grado di mantenerle vive, aperte e fruibili non solo grazie al contributo degli enti. Lo scorso anno la Provincia, in assoluta solitudine, si è assunta la responsabilità di garantire la riapertura degli impianti anche per non determinarne il deprezzamento derivante dall'inattività, ma è chiaro che adesso dobbiamo voltare pagina. La società», conclude il presidente, «può fare molto e mi aspetto che possa rimettere, entro fine mese, una proposta che consenta una stagione in tranquillità e i conti in equilibrio».

Marianna De Troia

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