Prati di Tivo, seggiovia chiusa La stagione estiva è a rischio

A maggio è scaduta la gestione degli impianti di risalita affidata al consorzio Gran Sasso Prati Non c’è una data per la riapertura. Protestano i turisti, il Comune e gli operatori commerciali
PIETRACAMELA. Seggiovia chiusa e senza una data di riapertura. Questa è stata l’amara delusione dei tanti turisti che nei giorni scorsi hanno affollato Prati di Tivo. «Domenica scorsa siamo stati ai Prati … non vedevamo l’ora di andare alla Madonnina, ma niente…che amarezza” è uno dei tanti commenti a riguardo che girano sui social. Dal 2 maggio scorso, data della scadenza della gestione degli impianti del consorzio “Gran Sasso Prati”, è tutto fermo con proteste e malcontento dei visitatori, ma soprattutto degli operatori turistici. E si rischia il ripetersi della situazione dell’anno scorso quando gli impianti furono riavviati il 23 luglio. «Se verranno riavviati» come ha esclamato un cittadino che ha aggiunto: «Un’estate che parte in ritardo non possiamo permettercela dopo un’annata difficile». Il Comune di Pietracamela è stato colpito dal sisma e soprattutto dal maltempo e si sono registrate molte perdite nelle prenotazioni, il tutto aggravato dal fatto che la stazione di Prati di Tivo è stata chiusa per il pericolo di valanghe. Ma ciò che manca oggi è la gestione degli impianti che sono di proprietà della Gran Sasso Teramano, società in liquidazione che non ha accettato la proposta del consorzio Gran Sasso Prati di una proroga con la rimodulazione del canone di 156mila euro più iva. «Con il nostro consorzio abbiamo fatto i salti mortali per andare avanti quest’anno e le difficoltà oggettive dovevano essere riconosciute», afferma Paolo Di Furia, presidente del consorzio. «La logica voleva che la gestione almeno dell’estate tornava a noi per recuperare quanto perso nel periodo invernale, ma nella Gran Sasso Teramano stanno andando avanti per conto proprio e dobbiamo riconsegnare gli impianti. Abbiamo dato la disponibilità a non fermare la seggiovia fino al loro intervento, ma non è stata accettata. E’ ora che qualcuno valuti come mai questa società funzioni in modo anomalo, la programmazione territoriale dei Prati non può essere questa». Quella che si sta delineando, infatti, è una gestione diretta per questa stagione da parte della società proprietaria. «Riapriremo appena ritorniamo in possesso degli impianti di cui stiamo ridefinendo la modalità di consegna», ha detto Sergio Saccomandi uno dei due liquidatori della Gran Sasso Teramano insieme a Luca Di Eugenio, «e nel frattempo stiamo facendo assunzione di personale attraverso una selezione pubblica, ma sui tempi non ci pronunciamo perchè ci sono delle procedure da rispettare». Il Comune di Pietracamela è intervenuto per sbloccare la situazione. «Stiamo premendo sulla proprietà», dice il sindaco Michele Petraccia, «affinché gli impianti vengano riaperti il prima possibile per l’economia locale e per la sicurezza, perché la seggiovia può essere utilizzata per le eventuali operazioni di soccorso. Nel frattempo sono stati realizzati sopralluoghi e progettazione per gli impianti paravalanghe per affrontare il prossimo inverno in sicurezza». E si iniziano a quantificare i danni in termini economici. «Qui ogni estate comincia ad agosto e non capisco perché non hanno dato la proroga al consorzio fino a quando non si affrontava la situazione», dice Ponzio Podeschi, residente e consigliere comunale. «Non capisco i motivi della chiusura e mi rivolgo ai presidenti di Provincia e Regione affinché intervenganoperchè stiamo facendo di tutto per far tornare la gente a investire e i turisti, ma in questi termini è impossibile. E la questione interessa tutta la montagna. Noi abbiamo il coraggio di andare avanti, ma devono metterci nella condizione di poterlo fare. Facciamo rivivere questi posti, ma con grinta».
Adele Di Feliciantonio
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