Prati di Tivo, si tenta di salvare l’estate

La Gst convoca il gestore Finori, l’obiettivo è fargli riattivare la cabinovia il più presto possibile. Lunedì l’incontro
TERAMO. Riapertura della cabinovia di Prati di Tivo: la Gran Sasso Teramano (Gst) convoca il gestore Marco Finori, che si è reso disponibile per lunedì mattina. Sono ore di attesa e di speranza sul futuro della stagione estiva. Riattivare la cabinovia e farlo il prima possibile: è questo l'invito che verrà fatto a Finori, che è gestore degli impianti fino al prossimo 18 novembre come previsto dal contratto di proroga di un anno (sei mesi più sei mesi) concesso dalla Gst e dopo che il Consiglio di Stato ha confermato la sospensiva della revoca e della riconsegna degli impianti decretate dalla Gst fino alla pronuncia di merito del 13 settembre sulla trattazione del difetto di giurisdizione della sentenza di primo grado del Tar.
La convocazione del gestore è stata decisa nell’assemblea dei soci di ieri mattina e, per guadagnare tempo, si è deciso di fissarla nel pomeriggio, ma la risposta di Finori è stata che non avrebbe potuto esserci. Tutto rimandato a lunedì mattina alle 9 in Provincia, quando si metteranno sul tavolo le condizioni e verranno operate le opportune valutazioni: per riattivare gli impianti sarà necessario fare le manutenzioni, valutando a chi spettano, e il collaudo dell’Ustif. Nel frattempo la Gst si è resa disponibile a saldare all’Asbuc (amministrazione separata degli usi civici) di Pietracamela, attraverso un credito che ha con la Provincia, il pagamento di 17.600 euro per i secondi sei mesi di concessione dei terreni dove insistono le attrezzature, pagamento che sarebbe dovuto avvenire lo scorso 8 maggio. Giovedì l'assemblea dell'Asbuc di Pietracamela ha deciso di prorogare il termine di scadenza del versamento al 31 luglio e ieri il presidente Paride Tudisco ha ribadito che «come Asbuc non opponiamo nessun veto alla riapertura della cabinovia».
Una riapertura attesa da tutti, chiesta a gran voce dal Comune di Pietracamela e dagli operatori turistici che ancora una volta si trovano dinanzi all'incertezza dopo aver trascorso due anni con impianti fermi, spese da sostenere e pochi incassi per la scarsa presenza di turisti. Sulla situazione è, infine, intervenuto nuovamente il parlamentare della Lega Antonio Zennaro che ha detto: «La riapertura degli impianti seppur in ritardo, a stagione inoltrata, è comunque di fondamentale importanza. Saltare completamente l’estate significherebbe creare un danno economico ingente oltre che di immagine per la montagna teramana. Auspico che le parti interessate raggiungano lunedì una soluzione per non privare totalmente la domanda turistica dell’unico impianto di risalita del Gran Sasso».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

