Prati di Tivo, uno scontro infinito A febbraio decide il giudice civile

Già fissata l’udienza del ricorso fatto dal gestore dopo la bocciatura da parte del Consiglio di Stato Ancora tutta da decidere la riapertura invernale, c’è il rischio di un’altra stagione senza sci
TERAMO. E’ stata fissata per il prossimo 23 febbraio l’udienza dinanzi al giudice civile sul bando di vendita degli impianti di Prati di Tivo dopo il ricorso notificato venerdì dal gestore Marco Finori avverso la Gran Sasso Teramo (Gst), la società pubblico-privata in liquidazione proprietaria delle attrezzature.
La querelle legale approda così alla giustizia ordinaria dopo che la giustizia amministrativa, in primo grado dinanzi al Tar Abruzzo e in secondo grado dinanzi al Consiglio di Stato (la sentenza è stata pronunciata venerdì), ha dichiarato di essere incompetente a giudicare per “difetto di giurisdizione” su una società, la Gst, che ha il « carattere dell’imprenditorialità e con la logica tipica delle società di capitali con fini di lucro” e non può essere considerata avente «natura pubblicistica» come asserito da Finori. Quest’ulteriore ricorso dovà essere portato nell’assemblea dei soci della Gst e valutare se procedere subito alla vendita del lotto degli impianti di Prato Selva e Prati di Tivo con esclusione della cabinovia della Madonnina (che è di proprietà della Provincia e che viene data in concessione alla Gst) convocando il secondo offerente, i fratelli Persia di Tottea.
L'obiettivo primario del liquidatore della Gst Gabriele Di Natale è quello, come lui stesso ha chiarito, di portare a termine la liquidazione della società e ristorare i creditori. Ma per essere venduti gli impianti dovranno comunque essere restituiti da Finori a cui scadrà il bando di proroga della gestione degli stessi il prossimo 9 novembre insieme alla concessione dei terreni con carattere provvisorio che era stata data dall’Asbuc di Pietracamela per permettere la riapertura estiva della cabinovia. Ancora tutto da decidere, quindi, sulla riapertura invernale degli impianti.
Senza tralasciare il problema della sicurezza della stazione affrontato in settimana in una riunione tecnica convocata dal sindaco di Pietracamela Antonio Villani.
Il presidente della Provincia Diego Di Bonaventura si è impegnato nella manutenzione dei nove O'bellx , gli esploditori antivalanga in funzione e si sta valutando il posizionamento delle tre nuove campane che la Provincia ha comprato in sostituzione di quelle danneggiate nella slavina del 2020. La fase successiva è la redazione del Pidav, il piano di intervento di distacco artificiale valanghe.
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