Prati, il campeggio chiuso dagli anni ’90 può rinascere

1 Settembre 2018

Conclusi i lavori di recupero dopo la guerra Comune-privati è in preparazione un bando per affidare la gestione

PIETRACAMELA. A breve sarà possibile tornare a campeggiare a Prati di Tivo. A dichiararlo è il primo cittadino di Pietracamela Michele Petraccia, che parla di bando imminente, che dovrebbe uscire in autunno per consentire di partire già dalla prossima stagione invernale. «Stiamo già lavorando da un po’ al bando», ha spiegato Petraccia, «che va concordato con l’Amministrazione separata poiché, sebbene il campeggio sia di proprietà comunale, la gestione è di competenza di quest’ultima. Nelle ultime settimane si sta valutando anche la possibilità di inserire il campeggio nel pacchetto della Gran Sasso Teramano». Sarebbero pertanto due le ipotesi: un bando affidato a gestore singolo o un bando legato alla gestione degli impianti di risalita. Due soluzioni comunque appetibili, che hanno avuto già manifestazioni di interesse di operatori del settore, da cui il primo cittadino si aspetta «investimenti e professionalità».
L’ex campeggio Yarkun, chiuso dagli anni '90, è stato completamente ristrutturato dopo una serie di lavori di bonifica dell’area, che hanno portato all’abbattimento dei bungalow in legno e al rifacimento completo dell’immobile che ospiterà la zona reception, il ristorante e qualche alloggio. Ripristinata anche l’area camping, che al momento ha 12 piazzole disponibili con tanto di scarico per camper. «All'inizio si era ipotizzato l’ampliamento dell’area», ha spiegato Petraccia, «ma poi l'idea è stata abbandonata per via dei vincoli ambientali legati al bosco. Le piazzole occupano il 10% dell’intera area campeggio, che dunque resta a disposizione anche per le tende ed eventualmente per il rifacimento (previsto nel progetto) dei bungalow. Ovviamente questo sarà a carico del gestore, che ipotizziamo possa sfruttare anche il piano mansardato della reception per aumentare qualche posto letto».
I lavori di recupero del campeggio, abbandonato per oltre vent’anni dopo una battaglia legale tra il Comune di Pietracamela e l'ex gestore e alcuni privati che rivendicavano la proprietà di alcuni bungalow, hanno avuto un costo importante. Ben 240mila euro in una prima fase, reperiti grazie a fondi europei, di fatto serviti per lo più per la bonifica dell’area, la demolizione dei bungalow e il rifacimento dell’edificio in cemento. «Doveva essere un lotto funzionale», ha proseguito il sindaco, «ma era solo un grande scatolone vuoto. Per cui, attraverso fondi propri del Comune (94mila euro) abbiamo completato la struttura realizzando due vani bagno con docce (per uomini e donne), la lavanderia e il vano caldaia nel seminterrato e gli scarichi per le piazzole». Ma ciò che ostacola la riapertura del campeggio dallo scorso agosto è la mancanza di una fonte censita dal Ruzzo. Tradotto vuol dire che l’acqua c’è, ma non è a norma. «Purtroppo necessita di controlli per ben 24 mesi. Per ovviare a questo problema», ha aggiunto il primo cittadino, «abbiamo pensato di captare, in accordo con il Comune di Fano Adriano, l’acquedotto che passa poco più a valle con una condotta che arriverà al campeggio, dove verrà installato un serbatoio di accumulo».
Insomma, dopo lunghe traversie, il campeggio finalmente entrerà in funzione in modo da «completare l’offerta turistica dei Prati di Tivo», ha concluso Petraccia, «visto che andrà ad intercettare un altro tipo di turismo, creare nuovi posti di lavoro e decongestionare il piazzale che si libererà dei camper».
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