Prati, il Pd attacca: «La Provincia blocca fondi per 4 milioni»

Scarpantonio: soldi ottenuti dal centrosinistra e mai usati Possenti: «Impianti chiusi per mancanza di progettualità»
TERAMO . «C’è un finanziamento di quatro milioni di euro del 2018 dai fondi Cipe destinato al comprensorio del Gran Sasso che la Provincia ancora non spende e che evidenzia l’immobilismo del centrodestra che guida gli enti provinciale e regionale». È l’attacco del Pd sulla situazione dei Prati di Tivo dinanzi al rischio concreto, all’approssimarsi della stagione estiva, dell’ennesima mancata riapertura della cabinovia e del prolungarsi della paralisi dell’economia del comprensorio già duramente provato da anni di chiusure e pandemia. «La responsabilità è da imputare alla disattenzione del centrodestra che ha fatto rimanere gli impianti chiusi da tre anni, una cosa ingiustificabile, che non ha una progettualità e recrimina ciò che è stato fatto in passato dal centrosinistra, che, invece, ha valorizzato gli investimenti e ha sempre garantito le aperture», esordisce il segretario provinciale Dem Piergiorgio Possenti. Alla Provincia guidata dal presidente Diego Di Bonaventura è contestato il fatto di non aver accolto l’appello del gruppo di opposizione “La Casa dei Comuni” per la convocazione di un tavolo in cui trovare soluzioni condivise e il non aver avuto parte attiva, come socio di maggioranza della Gran Sasso Teramano(Gst), sul bando di vendita degli impianti e sulle sorti della struttura di cui è proprietaria. «La Provincia deve riprendere la cabinovia e dare continuità all’impianto, affidando una gestione diretta come ha fatto in passato l’amministrazione Di Sabatino in modo da riaprirla con certezza quest’estate», spiega Mauro Scarpantonio, capogruppo di “La casa dei Comuni”, «inoltre è necessario uscire dall’impasse del bando di vendita, la cui procedura è stata confusionaria e approssimativa».
Il Pd elenca le risorse intercettate dall’allora giunta regionale e amministrazione provinciale di centrosinistra per il comprensorio: un milione e 100mila euro di fondi Pit; un milione e 100mila euro di fondi Fas; due milioni di fondi Masterplan tutti già spesi e i quattro milioni che, invece, giacciono in bilancio. «I quattro milioni li abbiamo ottenuti nel 2018 e nel 2022 non ci sono progetti che riguardino quei territori», insiste Scarpantonio, «presenteremo un’interrogazione sulla questione dei debiti della Gst: nel 2020 erano 1.421.821 euro rispetto a 1.011.057 del 2018, l’ultimo bilancio di centrosinistra, con un amento del 40%». Il consigliere regionale Dino Pepe torna invece a ribadire l’esclusione a opera della giunta regionale di centrodestra dei 15 Comuni su 16 del cratere sismico dalla Carta degli aiuti di Stato. «Le comunità stanno soffrendo e la vicenda giudiziaria sul bando di vendita ha dei tempi che non coincidono con le esigenze di riaprire», aggiunge, «è necessario stimolare dei veri investitori che tengano a cuore le sorti del comprensorio con un progetto di valorizzazione dello stesso». Presenti anche il segretario regionale Michele Fina, che definisce Prati di Tivo la «Cenerentola d’Abruzzo» per la mancanza di investimenti strutturali, il consigliere Luca Pilotti, che sollecita l’esame della situazione del comprensorio montano da parte della commissione di garanzia, e la presidente provinciale del Pd Francesca Di Gregorio.
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