Prati, il Tar non decide: via libera alla vendita degli impianti ai Persia

10 Giugno 2022

La Gran Sasso Teramano si riunisce oggi ed è pronta a procedere Finori annuncia che continuerà la sua battaglia: «Vado avanti»

TERAMO. Il Tar dell’Aquila si è dichiarato incompetente a giudicare il ricorso di Marco Finori, il gestore degli impianti di Prati di Tivo, avverso la Gran Sasso Teramano, rimandando tutto al giudice ordinario. La Gst procederà, così, alla vendita delle attrezzature alla ditta Persia, anche se Finori non si fermerà nella sua battaglia legale.
«Il Tar Abruzzo dichiara il proprio difetto di giurisdizione e individua il giudice ordinario dinanzi al quale la causa potrà essere riproposta nei termini di legge. La Gran Sasso Teramano è una società mista che ha veste privatistica, svolge un’attività di tipo strettamente imprenditoriale e opera per tale ragione in un settore aperto alla libera concorrenza». Questa la motivazione con la quale l’organo di giustizia amministrativa non ha confermato la sospensione interinale, concessa lo scorso 20 maggio, dei provvedimenti emanati dalla Gst e impugnati da Finori che riguardano la revoca della vendita delle attrezzature allo stesso gestore (che il 22 aprile non si era presentato per la firma del rogito) e la deliberazione che fissava la firma dal notaio con l’impresa Persia per la vendita delle strutture: firma che sarebbe dovuta esserci a fine maggio, ma era stata rimandata.
Tutto torna nelle mani della Gst, che nell’assemblea dei soci di stamattina darà l'incarico al liquidatore Gabriele Di Natale di procedere alla vendita all’impresa Persia. «La vendita va avanti», ha detto Di Natale, «è stata riconosciuta che l’attività svolta dalla Gst è stata portata avanti nel rispetto delle norme e procederemo con la cessione della società». Spiragli si aprono per la stagione estiva, in una corsa contro il tempo per riattivare la cabinovia: con la proprietà degli impianti andrebbe ai Persia anche la gestione degli stessi e la concessione all’utilizzo dei terreni fino a ottobre in attesa di quella definitiva, come ha spiegato il presidente dell’Asbuc Paride Tudisco. «Una buona notizia per Prati di Tivo», ha dichiarato il governatore Marco Marsilio, «il rigetto del ricorso apre finalmente la strada, e si spera definitivamente, alla vendita dell’impianto. Ci sono tutte le condizioni per rilanciare il comprensorio per il quale la Regione ha previsto 2,4 milioni per gli interventi condivisi con i Comuni di Pietracamela e Fano Adriano». Il parlamentare abruzzese della Lega Antonio Zennaro si è definito «dispiaciuto che per sbloccare l’impasse degli impianti sia servito un intervento del Tar», ma fiducioso ha aggiunto: «Speriamo che si possa provvedere a un rilancio della stazione, l’unica nell’ultimo inverno a non essere operativa, con un grave danno per operatori e turisti. La politica teramana spero possa fare un’analisi obiettiva di cosa non ha funzionato per non ripetere in futuro gli stessi errori».
Deciso a non fermarsi è Finori: «Questa non è una sconfitta e andremo avanti. Il Tar non si è espresso nel merito, ma ha detto che non è competente. Rispetto la sentenza anche se, a mio avviso, la Gst è una società pubblica e il bando per l’affidamento degli impianti è pubblico». E sulla gestione lancia una stoccata: «Gli impianti potevano essere aperti da tempo, ma la Gst non ha mai comunicato alla Regione che c’è un gestore, io, che pago regolare affitto da novembre 2021 e in questo modo mi è stato rigettato il pubblico esercizio anche per il periodo estivo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA