Prati, la Provincia cerca un altro gestore

12 Gennaio 2019

Di Bonaventura: «Riaprirò gli impianti». Rabbia e sconforto tra gli operatori: «Pensiamo di chiudere»

PIETRACAMELA. Il giorno dopo la rinuncia della Siget a gestire gli impianti sciistici di Prati di Tivo, il presidente della Provincia Diego Di Bonaventura ribadisce: «Non mollo, aprirò gli impianti. Sto incontrando operatori anche delle Marche, all’inizio della prossima settimana ci saranno novità». Sul dietrofront di Siget, Di Bonaventura commenta: «C’è qualche potentato che ostacola il nostro progetto, un progetto di finanza pubblica che vuol far rinascere l’economia della montagna. È evidente, ma questi ostacoli non ci fermeranno».
«Quanto ancora possiamo reggere in queste condizioni? Siamo in ginocchio e se continua così non solo chiudiamo, ma ci toccherà andare via di qui». Questo in sintesi lo sfogo degli operatori turistici di Prati di Tivo che, a conferma di quanto sia teso il clima intorno alla questione Prati, chiedono al giornale di restare anonimi. La gestione della Siget avrebbe permesso la riapertura della stazione dopo la riconsegna, prevista per il 18 gennaio, degli impianti attualmente in manutenzione da parte della Gran Sasso Teramano, e di salvare parte della stagione non ancora partita. «La rinuncia della società è un ulteriore colpo per noi», proseguono gli operatori, «tutti stavamo remando verso la stessa direzione, organizzandoci per pianificare la riapertura, ma qualcuno ha preferito, all’ultimo momento, andare nella direzione opposta». Gli operatori lamentano consistenti perdite, alcuni stanno pensando alla riconsegna della licenza dell’attività e la loro ultima speranza è la riapertura per ciò che resta dell’inverno. «Anche una quarantina di giorni per noi significherebbe poter ripianare parte delle tante uscite che abbiamo di fronte al niente che abbiamo incassato. E tutto questo si somma al poco lavoro degli ultimi anni, tra gli eventi calamitosi a partire dal 2009 e tutti i problemi di gestione. La situazione è tragica, paghiamo le tasse senza avere una minima agevolazione e con servizi come poste, banca e presidio medico smantellati».
Il rammarico più grande è per una stagione che finora ha visto tanta neve, weekend di sole e poco vento. «Ci auguriamo che si inizi a lavorare seriamente per il futuro», concludono, «il nuovo presidente della Provincia Di Bonaventura non ha colpe perché è arrivato da poco, ma noi eravamo rimasti che ci sarebbe stata la gestione diretta per quest’inverno con i lavori di manutenzione e messa in sicurezza terminati come ci aveva annunciato l’ex presidente Renzo Di Sabatino, per poi ritrovarci con un nuovo direttivo nella Gran Sasso Teramano nominato da lui prima di andare via e nulla di ciò che ci era stato detto. E con il colpo finale della Camera di commercio che in un momento storico come questo, quando stiamo affannosamente cercando di salvare il salvabile, chiede la chiusura della Gran Sasso Teramano». (d.v.-a.d.fel)
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