Prato Selva, il Comune rinuncia alla sospensiva

Contenzioso Fano Adriano-Gran Sasso Teramano, il Consiglio di Stato deciderà direttamente nel merito. Più vicina l’aggiudicazione degli impianti a Finori
FANO ADRIANO. Ieri è stato fatto un altro piccolo passo verso la risoluzione dell’annosa questione degli impianti sciistici del comprensorio teramano. Il Comune di Fano Adriano ha rinunciato all’istanza cautelare contenuta nell’appello che aveva presentato al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar che, nel giugno scorso, aveva respinto il ricorso dell’ente contro la Gran Sasso Teramano spa. Il ricorso dell’amminisstrazione fanese puntava a ottenere la risoluzione del contratto di concessione di terre del demanio civico universale in località Prato Selva, nonché il risarcimento dei danni patiti e patiendi e la condanna della Gst alla rimozione degli impianti di risalita “Prato Selva - Colle Abetone” e “Prato Selva - Ginestra” e al ripristino dello stato dei luoghi.
«Considerato che una celere fissazione per la trattazione del merito della controversia appare idonea a soddisfare le pretese della società in ordine all’accertamento della risoluzione del contratto di concessione e il diritto del Comune al risarcimento del danno, il Comune dichiara di rinunciare all’istanza cautelare confidando in una sollecita fissazione dell’udienza di merito, compatibilmente con le esigenze di ruolo», recita l’istanza per il passaggio in decisione della causa. Insomma: il Consiglio di Stato non deciderà sulla sospensiva della sentenza del Tar ma – è da stabilire quando – direttamente sul merito.
Il contenzioso tra l’ente comunale di Fano Adriano e la Gst ha di fatto bloccato il perfezionamento del bando di vendita degli impianti delle due località turistiche del comprensorio teramano del Gran Sasso, Prati di Tivo e Prato Selva, che sono stati aggiudicati definitivamente alla società Finori srl. La formalizzazione della vendita davanti al notaio, che ci sarebbe dovuta essere il 30 settembre, è stata rimandata dopo la notifica, qualche giorno prima, del ricorso al Consiglio di Stato del Comune fanese. Ora tutto è mani dell’assemblea dei soci della Gst convocata il prossimo 23 novembre. Lì si potrà decidere se procedere con la vendita o attendere l’udienza di merito.
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