Prato Selva, proposte per hotel e impianti

L’imprenditore Riccioni vuole comprare l’albergo, dal nord l’offerta per acquistare le due seggiovie
FANO ADRIANO. Potrebbe esserci la svolta sul futuro della stazione di Prato Selva: è di questi giorni una manifestazione di interesse dell’imprenditore teramano Antonio Riccioni per l’acquisto dell’hotel e del rifugio a monte "Baita del ghiro” per la realizzazione di un progetto turistico che coniughi modernità, benessere e sostenibilità. Un’offerta arrivata alla Gran Sasso Teramano, la società pubblico-privata in liquidazione proprietaria dei due immobili e delle attrezzature sciistiche di Prati di Tivo e Prato Selva, che sarà illustrata nella prossima assemblea dei soci. I due edifici fanno parte, infatti, del lotto che la Gst aveva messo in vendita nell’ottobre 2019 e le cui aste erano andate deserte.
Un progetto che riporterebbe linfa e movimento nella stazione chiusa e in abbandono dal 2015, con gli edifici da ristrutturare e con gli impianti non più funzionanti: la seggiovia dell’Abetone in fine vita tecnico e quella de La ginestra danneggiata dal terremoto. «Sono fanese di origini, ho gestito per tanti anni quelle strutture», spiega Riccioni che ora gestisce due attività ricettive ai Prati, «e ho un legame profondo con Prato Selva per la quale è arrivato il momento della rinascita. Ho in cantiere tante idee, alcune che prendono spunto dalle riuscite iniziative promosse in passato e altre nuove che ben si sposano con le peculiarità di un territorio all’interno del Parco come una spa nell’hotel e un e-bike park in rete con Prati di Tivo. Spero vivamente che la mia proposta vada avanti e si realizzi».
E ci sono buone novità anche sul fronte dello smantellamento delle attrezzature. «Un’azienda del settore del nord sarebbe interessata ad acquistare le due seggiovie», rivela Gabriele Di Natale, liquidatore Gst, «in questo modo si risolverebbe il problema della loro rimozione. La liquidazione della società sta andando avanti e si sta lavorando su due binari per risolvere le annose e diverse situazioni di entrambe le stazioni e tutto questo ne è la dimostrazione». Il liquidatore lancia una stoccata al sindaco di Fano Adriano Luigi Servi che ha lamentato la non considerazione di Prato Selva, ma solo di Prati di Tivo nei vari progetti provinciali. «Speriamo che proceda per il verso giusto», dice, «e con la vendita di tutto il lotto anche separatamente altrimenti si rischierà l’apertura delle procedure concorsuali: il concordato preventivo o peggio il fallimento».
Adele Di Feliciantonio
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