Precari a rischio negli ospedali I sindacati: «Intervenga la Regione»

19 Ottobre 2018

Cgil, Cisl e Uil sollecitano una riunione urgente fra l’assessore Paolucci e il direttore generale Asl «L’obiettivo è evitare che i 191 contratti a termine non vengano rinnovati e si blocchino i servizi»

TERAMO. La strada più veloce e sicura per salvare i 191 precari della Asl è un incontro a strettissimo giro con l’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci, i dirigenti del settore in Regione e i direttori generali della Asl.
Di questo sono convinti i segretari della Funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil, rispettivamente Pancrazio Cordone, Andrea Salvi e Alfiero Di Giammartino. Ieri tutti i sindacati sono stati convocati in Regione per una riunione tecnica – con il dirigente del settore sanità Antonio Forese e Angelo Muraglia, direttore del dipartimento salute e welfare – sulla metodologia per calcolare i fabbisogni di personale della Asl d’Abruzzo e a margine hanno colto l’occasione per segnalare che a fino ottobre la Asl ha annunciato di non poter rinnovare i contratti a 191 precari, fra cui una quarantina di medici e una cinquantina di infermieri.
La riunione servirà a chiarire una volta per tutte la questione. Da una parte, infatti, durante una riunione di giovedì scorso i vertici della Asl hanno detto che la Regione ha alla fine di luglio segnalato con delibera che le aziende sanitarie devono attenersi al mantenimento del tetto di spesa per il personale al tempo determinato, pari al 50% della spesa del 2009. Ma nella riunione di ieri è stato detto che la Regione ha dato alla Asl un’indicazione “preziosa”: si possono prorogare i contratti a tempo determinato necessari al mantenimento dei Lea, cioè i livelli essenziali di assistenza. E siccome buona parte per personale precario consiste in operatori sanitari impiegati in settori cruciali per l’assistenza il problema, in linea teorica, non si porrebbe. Ma le due comunicazioni sono in qualche modo in contrasto, per cui c’è bisogno di un chiarimento definitivo.
«Come teramani abbiamo posto il problema dei contratti a tempo determinato in tutta la sua gravità. E abbiamo chiesto che si intavolasse una discussione», dichiarano Andrea Salvi, Pancrazio Corone e Alfiero di Giammartino, «ci è stato detto che la Regione ha dato come indicazione alla Asl che si può continuare a tenere il personale a tempo determinato necessario all'erogazione dei Lea. A questo punto abbiamo sollecitato una riunione – da tenersi in tempo brevissimi, prima della fine del mese – fra assessore, direttori delle Asl e dirigenti del settore sanità per fare chiarezza sui contratti a tempo determinato». L’argomento peraltro interessa anche le altre Asl, che hanno problemi simili. I sindacati hanno anche segnalato che i ritardi nella nomina dei rappresentanti della Regione nelle commissioni rallentano di molto l’iter dei concorsi e quindi impediscono alla Asl di dotarsi di personale a tempo indeterminato.
I sindacalisti ricordano che il problema dei contratti a tempo determinato «parte dal 2015 quando la Regione dispose che le Asl rientrassero nel tetto di spesa in tre anni, ma per il turn over e i lunghi tempi di espletamento dei concorsi, la diminuzione non è stata tale da rientrare nel tetto di spesa. Ora quindi la questione va risolta politicamente. Noi intanto abbiamo detto al direttore generale che la Asl deve continuare ad erogare i servizi. Contiamo di incontrare l’assessore e i direttori generali nei prossimi giorni. L’obiettivo è mettere al sicuro i livelli occupazionale e dell'assistenza. Naturalmente il nostro impegno è volto alla costante verifica che ogni protagonista rispetti gli impegni presi: Regione che ci convochi a breve e che la Asl garantisca i Lea».
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