Precipita da 15 metri, muore costruttore

La vittima aveva 70 anni ed era di Roseto. Si trovava sull’impalcatura di un palazzo in centro ed è caduto davanti al figlio
TERAMO. Era al lavoro, come sempre. Perchè la sua impresa di costruzione l’aveva tirata su «con il sudore della fronte» raccontano alcuni conoscenti. Dino Ventura, 71 anni ad ottobre, imprenditore edile di Roseto, una vita trascorsa tra cantieri e ponteggi, è morto dopo essere precipitato da un’impalcatura. Un volo di 15 metri davanti agli occhi di uno dei tre figli impegnato nell’impresa di famiglia.
E’ successo nella tarda mattinata di ieri in via dei Mille, nel cuore del centro storico, in un cantiere allestito per la ristrutturazione di una palazzina. Il perchè della tragedia sarà l’indagine a chiarirlo, per ora resta il dolore della famiglia e di lo conosceva. «Una persona d’altri tempi», raccontano alcuni suoi dipendenti, «rispettoso degli altri e sempre pronto a dare una mano a tutti. Il mestiere lo conosceva come pochi perchè aveva iniziato da giovanissimo e dal nulla aveva creato l’impresa edile di famiglia. Un gran lavoratore che nella sua vita aveva fatto tanti sacrifici. Non riusciamo a capire che cosa possa essere successo».
E ad accertare la dinamica ci proveranno i carabinieri dell’ispettorato del lavoro (che ieri mattina, intervenuti sul posto con i colleghi della compagnia teramana, hanno avviato tutti i rilievi) e l’autopsia disposta dal pm di turno Bruno Auriemma che, molto probabilmente, sarà eseguita lunedì. Servirà per capire se l’uomo si sia sentito male e quindi sia precipitato in seguito al malore.
La tragedia si è consumata in pochi attimi intorno a mezzogiorno nel cuore del centro storico. A quell’ora un tonfo sordo in via dei Mille: l’imprenditore è precipitato sull’asfalto dopo essere caduto nel vuoto vicino al tunnel di scarico dei materiali di scavo.
I soccorsi sono stati immediati: i primi ad intervenire sono stati il figlio e gli altri operai che in quel momento stavano lavorando nel cantiere. L’ambulanza del 118 è arrivata in pochissimi istanti, ma gli operatori non hanno potuto far altro che accertare la morte molto probabilmente causata dai gravissimi traumi alla testa e al torace. Un lenzuolo bianco è stato issato per coprire la scena, mentre sul posto si è radunata una folla di conoscenti dell’uomo. I lavori sono stati fermati e l’impalcatura è stata sequestrata. Il corpo è stato trasportato all’obitorio dell’ospedale Mazzini dove lunedì sarà eseguita l’autopsia. In contrada Casal Thaulero di Roseto, dove l’uomo abitava con la sua famiglia, per tutto il pomeriggio e la serata un mesto pellegrinaggio di parenti ed amici.
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