Precipita per 50 metri, muore a 31 anni

La vittima è un fotografo di Roma: con un amico scalava la cresta nord est del Corno Piccolo, erano entrambi slegati
PIETRACAMELA. «Il mondo in uno scatto», raccontava in alcune interviste. Nel suo c’erano anche le vette che amava scalare e immortalare in un clic. I sogni di Gianluca Gasbarri, 31 anni, e una vita ancora tutta da scrivere, sono finiti per sempre sul Corno Piccolo del Gran Sasso. È precipitato per cinquanta metri mentre stava facendo una scalata con un amico con cui ieri mattina presto era arrivato dalla Capitale per una giornata in montagna così come aveva già fatto tante volte. I due – questa è la ricostruzione fatta dal Soccorso Alpino – avevano scelto di percorrere slegati la cresta nord est del Corno Piccolo seguendo la via che parte dalla Madonnina e prosegue per la cima del Corno Piccolo: un itinerario molto amato dagli appassionati con qualche passaggio difficoltoso. Il 31enne, secondo di cordata, al secondo tiro (cioè un passaggio difficoltoso) ha perso la presa ed è volato giù per 50 metri sul versante est del Corno Piccolo.
Il compagno, primo di cordata, proprio perché era slegato, non è precipitato ed è rimasto illeso: è stato lui a dare l’allarme nonostante il gravissimo stato di shock in cui i soccorritori lo hanno trovato. L’allarme è scattato poco dopo le 12.30 e in poco tempo la zona dell’incidente è stata raggiunta dai tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico con le squadre di terra di Teramo. Dall’Aquila è decollato l’elisoccorso con a bordo tecnici e medici . La vittima è stata localizzata immediatamente. L’esatta ricostruzione della dinamica è stata affidata ai carabinieri che hanno raccolto la testimonianza del superstite. Il pm di turno Stefano Giovagnoni non ha ritenuto necessario disporre l’autopsia e ha già dato il nulla osta alla sepoltura. Gasbarri, di Castel San Pitro Romano, dopo la laurea in architettura era diventato un apprezzato fotografo. Di recente si era trasferito a Roma, nel quartiere del Pigneto. Aveva allestito numerose mostre e in una recente intervista aveva dichiarato: «Io credo che una foto sia bella quando è in grado di parlare da sola, senza alcuna spiegazione». La montagna era una delle sue passioni insieme alla fotografia e all’impegno nel sociale così come raccontano le sue tante pagine social.
Un 31enne innamorato della vita che da ragazzino, grazie a una macchina fotografica del suo papà, aveva scoperto la passione per la fotografia che aveva trasformato in un lavoro. Qualche mese fa la sua ultima mostra, nella Capitale, insieme ad altri giovani fotografi: tra i suoi scatti alcuni di montagna e altri di vita quotidiana per le strade di Roma. Tutte con un filo conduttore: la voglia di vivere sempre e comunque.
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