Prefettura, il progetto si sblocca Controlli per l’ex ospedaletto

Consegnati all’Usr gli adeguamenti tecnici dell’intervento sullo storico edificio di corso San Giorgio A meta settembre il responso delle indagini sull’immobile dove sarà allestita la Cittadella della carità
TERAMO. Per un progetto che si sblocca un altro si avvia a vedere la luce con varie incognite. Le grandi opere della ricostruzione pubblica post-sisma si muovono tra certezze e nodi ancora da sciogliere. Prime sicurezze arrivano dalla procedura per riparazione dei danni e consolidamento della sede della prefettura. Da chiarire, invece, restano i margini d’intervento sull’ex ospedaletto di corso Porta Romana destinato ad accogliere la Cittadella della carità voluta dal vescovo Lorenzo Leuzzi. In entrambi i casi le carte sono in mano all’Ufficio speciale per la ricostruzione (Usr) che in base a un’ordinanza speciale firmata dall’allora commissario per il post-terremoto del Centro Italia Giovanni Legnini è stato incaricato di gestire progettazioni e appalti.
Il PIANO PER LA PREFETTURA
Nelle ultime ore è arrivata la svolta per lo storico edificio in corso San Giorgio. L’immobile, oltre ad aver subito danni consistenti dalle scosse susseguitesi tra fine 2016 e inizio 2017, a seguito di accertamenti tecnici ha manifestato un indice di resistenza sismica molto basso. Per questo è stato necessario prevederne il rafforzamento oltre che la riparazione delle lesioni strutturali. L’incarico per la progettazione degli interventi è stato affidato alla Società italiana servizi di ingegneria e architettura, che fa capo a Carmine e Roberto Brandi, con sede a Chieti. I tecnici hanno consegnato la documentazione a marzo, ma sono stati richiesti aggiornamenti. I verificatori designati dall’Usr hanno presentato osservazioni al progetto che hanno comportato modifiche per le quali l’attesa si è protratta fino ai giorni appena trascorsi. «Gli adeguamenti sono appena arrivati», spiega il dirigente dell’Ufficio speciale Piergiorgio Tittarelli, «e se risulteranno esaustivi, potremo avviare l’appalto in tempi brevi». Resta da aggiornare il piano antincendio, respinto dai vigili del fuoco, ma si tratta di un adempimento che non inficerebbe il percorso di affidamento dei lavori. Un aggiustamento in corso di pianificazione dell’opera si è reso necessario anche sui costi, lievitati da 9,1 a 11,2 milioni di euro e già avallati dalla struttura commissariale attualmente coordinata da Guido Castelli.
Il PROGETTO DELLA DIOCESI
Per la Cittadella della carità, invece, sono attesi a metà settembre gli esiti delle analisi strutturali e sul terreno. «Dai risultati riusciremo a valutare, insieme ad Anas e Soprintendenza, cosa di potrà realizzare in quell’immobile», tiene a precisare Tittarelli. Oltre ai vincoli architettonici e alle condizioni strutturali dell’ex ospedaletto c’è da considerare la presenza delle tre gallerie dello svincolo del Lotto zero a Porta Romana che passano pochi metri sotto l’edificio da destinare a servizi per i poveri. Per la ristrutturazione sono disponibili dieci milioni di euro che, secondo il piano della Diocesi, cui la Asl ha concesso l’immobile di sua proprietà, serviranno ad allestire spazi per centro di ascolto, mensa, emporio sociale e un dormitorio, oltre alla sede della Caritas.
IL RESIDENCE PER ANZIANI
Indagini geologiche e strutturali sono in avvio anche per palazzo Caraciotti in via Nicola Palma. Anche in questo caso la gestione dell’intervento sull’edificio, di proprietà dell’Asp1, l’azienda regionale che si occupa di case di riposo e proprietà appartenute a ex istituti di beneficenza, è affidato all’Ufficio speciale. Da utilizzare c’è un finanziamento di cinque milioni per allestire miniappartamenti con 40 posti letto destinati ad anziani autosufficienti.
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