Premi a 140 nonni: «La nostra vita esempio per tutti»

L’associazione “Il ponte e la torre” consegna pacchi e targhe Il centenario Settimi: «L’importante è non fermarsi mai»
TERAMO. «Dove non c’è cura per gli anziani non c’è futuro per i giovani. Grazie con riconoscenza e amicizia per l’esperienza di vita che insegni alle nuove generazioni». È un messaggio di ringraziamento riportato su una pergamena quello che l’associazione culturale “Il ponte e la torre” sta donando, in questi giorni insieme a un pacco di beni alimentari, mascherine, sanificanti e un portamonete a 140 supernonni, i venti più anziani dei comuni di Penna Sant’Andrea, Cermignano, Castel Castagna, Colledara, Castellalto, Basciano, Isola del Gran Sasso.
Un riconoscimento per il patrimonio di ricordi e testimonianze che custodiscono e trasmettono, un simbolo di vicinanza per una categoria che sta soffrendo la pandemia e che, con coraggio, non si arrende. Tra i premiati ci sono una decina di centenari, cinque dei quali a Isola, una percentuale alta di donne, alcuni di essi hanno superato il Covid 19 e tutti hanno vissuto guerre e fatto sacrifici. Ogni consegna effettuata singolarmente e nel rispetto delle regole anti-contagio dalla presidentessa Rosanna Di Nicola è tinta di emozione, ma soprattutto di gratitudine. I supernonni sono lieti di ricevere il riconoscimento e ognuno di essi confida il senso di solitudine che li ha travolti nell’ultimo anno in quella che hanno definito “una guerra senza armi”. Nonno Giovanni Paolone a 99 anni e mezzo, come tiene a precisare, ha trovato il suo passatempo coltivando l’orto e, mentre è intento a raccogliere pere nel piccolo podere vicino casa, ricorda gli anni da internato militare in Germania. Il centenario nonno Vittorino Settimi ricorda le dieci lire ricevute da Mussolini nel campo di battaglia del Nord Africa: «Mai fermarsi e guardare sempre avanti». C'è chi racconta l'esperienza da emigrante nel dopoguerra e chi ha combattuto la battaglia per la sopravvivenza. «I nostri mariti erano lontani, arrivavano sporadiche lettere e avevamo i bambini piccoli» rivelano le supernonne. Tutti, però, sono concordi, come rivelano «che l'amore e la vicinanza delle persone care è il motore che aiuta a superare ogni ostacolo e dà la vera felicità». Quella che si coglie quando guardano figli e nipoti. «L’iniziativa è nata dopo quella sulle ricerche storiche sulla seconda guerra mondiale degli studenti», spiega il segretario Biagio Di Giuseppe, «e si è concretizzata sotto pandemia per dare un pensiero ai tanti nonni che hanno sofferto e che meritano rispetto e affetto. Contiamo di allargarla ad altri comuni». I prodotti consegnati sono stati donati da attività commerciali locali che hanno aderito all’iniziativa.
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