Presepe vivente, una festa per duemila visitatori

La 19ª rappresentazione riempie le vie del centro, presente anche il vescovo I carabinieri trovano un petardo inesploso lungo il tragitto dei figuranti
GIULIANOVA. In più di 2mila persone ieri pomeriggio hanno sfidato il freddo pungente per visitare la XIX edizione del presepe vivente, diretta da Domenico Canizza, nel centro storico di Giulianova, a partire dalle 18 e fino alle 22. Lungo il tragitto i carabinieri hanno rinvenuto un petardo inesploso (uno di quelli che si usano per Capodanno), forse lasciato lì da qualche ragazzo, e che avrebbe potuto esplodere per via dei bracieri ardenti disseminati all’interno del presepe. Fortunatamente, gli organizzatori e i militari lo hanno rimosso senza che causasse conseguenze. Nonostante l’allerta meteo della mattina, l’associazione organizzatrice “Unica stella” della parrocchia di San Flaviano, ha atteso pazientemente che il cielo si schiarisse (l’anno scorso il presepe fu rinviato alla domenica successiva) e ha montato velocemente le scene a partire dalle 14. Attraverso tre vie, quelle dell’oro, della mirra e dell’incenso, il tema dell’edizione 2014, i numerosi visitatori hanno ripercorso la storia della venuta di Gesù attraverso i tre doni che i Re Magi portarono al messia nel giorno della sua nascita: l’oro, metallo prezioso ed espressione di ciò che è grande ed infinito, ossia la regalità di Gesù; l’incenso, resina odorosa utilizzata nei riti sacri simboleggia la divinità di Cristo mentre la mirra, gommaresina profumata, usata per cospargere il corpo dei defunti, è espressione delle sofferenze di Cristo. I magi, dunque, in adorazione nella grotta, riconobbero Gesù come re, Dio e uomo.
In un’atmosfera d’altri tempi, il presepe vivente giulese, che con le sue 19 edizioni rappresenta una delle tradizioni natalizie più longeve in tutto l’Abruzzo, ha attirato visitatori anche dai centri limitrofi. Anche il vescovo di Teramo-Atri Michele Seccia, accompagnato dal parroco don Domenico Panetta, ha fatto visita alla rappresentazione religiosa. Dopo il lungo percorso alla scoperta delle tradizioni passate, il viaggio si è concluso nella cripta di San Flaviano, in piazza Buozzi. Quest’anno, infatti, non è stato possibile utilizzare il torrione per ricreare la scena della grotta per problemi di sicurezza. Per superare gli scalini posti all’ingresso della cripta, tuttavia, è stato assicurato l’aiuto ai portatori di handicap e ai passeggini dallo staff di organizzatori. Ad alternarsi nelle vesti di Gesù bambino, accanto a Maria e Giuseppe, interpretati da Paola Di Bonaventura e Alfonso Ciccolone, c’erano i piccoli Antonio Stacchiotti, Sergio Valdez, Edoardo Giancola e Alessio De Antoniis, tutti giuliesi.
Margherita Totaro
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