Presi i rapinatori del colpo alle Poste

Il caso dell’impiegata minacciata con un coltello a Campovalano: uno dei due riconosciuto da una macchia sui vestiti
TERAMO. Una testimone lo ha riconosciuto da una macchia sulla tuta da meccanico indossata nel giorno della rapina quando, secondo l’accusa ancora tutta da dimostrare di Procura e polizia, avrebbe puntato un coltello alla gola di un’impiegata dell’ufficio postale di Campovalano di Campli per farsi consegnare poco più di 300 euro.
Dopo quasi due mesi da quel colpo Roberto Paci, 36enne di Teramo, è stato arrestato in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare. Una ordinanza di obbligo di dimora è stata invece notificata ad Alessandro Spinozzi, 37enne teramano: secondo l’accusa sarebbe stato lui a fare da palo all’esterno dell’ufficio postale aspettando l’altro a bordo dell’ autovettura.
Entrambe le ordinanze sono state firmate dal gip Roberto Veneziano su richiesta del pm Davide Rosati. I due, dopo il colpo, sarebbero fuggiti usando un lampeggiante sistemato sulla macchina, di quelli utilizzati per i mezzi di cantiere. Paci, assistito dall’avvocato Marco Sgattoni, domani comparirà davanti al giudice per l’interrogatorio di garanzia. Ancora da fissare quello per Spinozzi assistito dall’avvocato Piergiuseppe Sgura. Le indagini sono state portate avanti dalla squadra mobile, diretta da Roberta Cicchetti, su delega della Procura. E nel corso di una conferenza stampa che si è svolta ieri mattina con il procuratore Antonio Guerriero e il questore Enrico De Simone, lo stesso questore ha sottolineato «l’importanza del controllo del territorio nella lotta al crimine».
Le indagini della squadra mobile hanno messo insieme le testimonianze non solo dell’impiegata dell’ufficio ma anche di alcune persone che quel giorno erano in prossimità dell’ufficio pubblico. A cominciare da una donna che si trovava nel negozio di parrucchiera della zona e che ha raccontato di aver visto quella tipologia di macchina con un uomo, riconosciuto dalle foto, al volante. Alle testimonianze si sono aggiunti, così almeno sostiene l’accusa, dei riscontri telefonici fatti sugli apparecchi dei due indagati. Tuta da meccanico e passamontagna usati da uno dei due sono stati ritrovati all’esterno dell’ufficio postale, sulla via percorsa durante la fuga a bordo della vettura con tanto di lampeggiante.
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