Presidenza del consiglio Scoppia la polemica nel Pd

Gli eletti Dem designano Melarangelo e indicano Verna come capogruppo che però non accetta il ruolo e risponde piccato: «Ringrazio ma rifiuto l’offerta»
TERAMO. Primi accenni polemici nel Pd. L’assetto della nuova giunta, con le ripercussioni sugli altri incarichi da formalizzare nel consiglio comunale di oggi, non è un passaggio indolore per il partito che, al pari di “Insieme possiamo”, porta in aula il maggior numero di rappresentanti. Alberto Melarangelo, che all’ultimo momento non ha trovato spazio come assessore, viene designato dai Dem come presidente del consiglio scalzando Maurizio Verna. Per quest’ultimo ci sarebbe il ruolo di capogruppo che però il destinatario rifiuta.
Si è consumato nel pomeriggio di ieri l’ultimo atto, almeno per ora, della faticosa composizione del quadro della nuova amministrazione. A nomine in giunta ormai acquisite, il gruppo del Pd si riunisce per sciogliere il nodo sul presidente del consiglio. Quell’incarico, alla luce della distribuzione dei posti in giunta, gli spetta quasi di diritto, ma il problema è il nome a cui affidarlo. Il partito si affida a una nota in cui definisce «risorse fondamentali» Verna, Melarangelo e Flavio Bartolini, i consiglieri recduci della passata esperienza amministrativa all’opposizione, «per la loro storia, esperienza, professionalità e impegno politico». Uno solo di loro, però, può ricoprire il «prestigioso ruolo» di presidente del consiglio. La scelta del gruppo cade, dunque, su Melarangelo, giubilato poche ore prima come possibile assessore per lasciar spazio a Simone Mistichelli, collaboratore in Regione del capogruppo nonché commissario comunale del Pd Sandro Mariani. E Verna? «I consiglieri hanno convenuto all’unanimità che debba ricoprire l’incarico di capogruppo», spiega la nota, «certi, che sulla scorta dell’esperienza e dell’intelligenza politica maturata nei precedenti ruoli ricoperti, saprà guidare il rinnovato gruppo consiliare all’interno della maggioranza, e nel confronto con le altre forze politiche presenti in consiglio». Passano un paio d’ore scarse e arriva la stoccata di Verna. Il consigliere sottolinea di aver «appreso dalla stampa» della sua designazione a capogruppo. Né lui né Bartolini, insomma, hanno digerito l’esclusione. «Ringrazio, rifiuto e vado avanti», risponde Verna mutuando la formula di rito usata nel gioco dei “pacchi” sui Raiuno. «Il rinnovamento è un vento», conclude, «non lo spiffero di correnti». (g.d.m.)
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