Previsti 130mila euro per sistemare il canale ostruito

22 Ottobre 2021

Va rimosso anche un grosso accumulo di sabbia a riva: da definire la competenza, potrebbe essere della Regione 

GIULIANOVA. Il canale a mare che sbocca in prossimità della radice del molo nord è l’indiziato principale in merito alle cause che hanno determinato l’allagamento del 7 ottobre scorso al Lido, complice la bomba d’acqua che ha riversato sulla città migliaia e migliaia di metri cubi di pioggia nel giro di poche ore. Una foto dall’alto testimonia in maniera chiara lo stato dei luoghi relativo a quella zona a ridosso del porto. Si nota distintamente un accumulo di sabbia molto significativo in quel tratto parallelo al molo nord. Questa sabbia ha sollevato sensibilmente il livello del mare a riva tanto da non consentire il corretto deflusso delle acque meteoriche. Ma pare che ci sia una ulteriore occlusione nella parte finale di quel canale, che nasce in collina, in viale dello Splendore, e raccoglie le acque bianche che si formano lungo tutto il percorso. In altre parole, al termine della corsa, in quel giorno di pioggia di una certa violenza, si è determinato un vero e proprio tappo che, per il principio del “troppo pieno”, ha causato lo scoperchiamento dei tombini e lo sversamento di acqua e fango lungo le strade principali soprattutto del Lido.
L’ufficio lavori pubblici, per evitare futuri ulteriori problemi, sta valutando l’intervento da compiere. L’assessore Giampiero Di Candido afferma: «Da una valutazione preliminare, per la sistemazione del canale è stata prevista una spesa di circa 130mila euro, ma tutto è ancora da quantificare con esattezza». I prezzi dei materiali da impiegare, tra cui un grosso tubo in materiale plastico, sarebbero lievitati notevolmente anche a causa dell’emergenza sanitaria. Lo stesso assessore fa notare che l’area su cui dovrà muoversi l’impresa che effettuerà l’intervento è in parte sottoposta a sequestro giudiziario, riguardando la concessione della società Arlecchino sas. Per rimuovere i sigilli apposti dall’autorità marittima e introdursi all’interno di quello spazio occorre il nulla osta della Procura di Teramo. Soltanto dopo l’acquisizione del nulla osta, sul quale non dovrebbero esserci problemi, si potrà procedere all’effettuazione dei lavori necessari per la messa in sicurezza ed a regime del canale a mare.
Unico aspetto da verificare è quello relativo alla competenza sulla rimozione del cumulo di sabbia formatosi a riva: la stessa dovrebbe riguardare la Regione Abruzzo.
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