Prima asta dopo il fermo: tanto pesce e prezzi alti

28 Settembre 2022

Venduti a 25 acquirenti quasi 2.700 chili. La gestione privata è partita bene ma Gervasini avverte: «Qualcosa va migliorato, serve un’altra unità lavorativa»

GIULIANOVA. È iniziata sotto una buona stella l’attività della nuova gestione del mercato ittico comunale, passata dal Comune (attraverso la Giulianova Patrimonio) a un consorzio per ora completamente privato in attesa dell’ingresso dell’Ente porto. Nella prima asta dopo il lungo fermo biologico durato 45 giorni – la precedente asta era stata effettuata il 12 agosto – i prezzi hanno retto, pur in presenza di una rilevante quantità di prodotto presente sui banchi della contrattazione. E non poteva essere diversamente dopo un lungo periodo di inattività.
I PREZZI. Presenti sulla tribuna del mercato 25 acquirenti per 772 casse di prodotto ittico per complessivi 2.684 chilogrammi di pesce venduto. La specie più cara in assoluto è stata lo scampo, quotato all’ingrosso 75 euro più Iva. Poi in ordine decrescente astice (47 euro), rombo (31 euro), mazzancolla (19 euro), sogliola grande (17 euro), rana pescatrice (16 euro), sogliola media (14 euro), calamaro, seppia e cicala di mare (12 euro), palombo e moscardino (10 euro), merluzzo (8 euro), totano (6 euro), sgombro (5 euro), frittura (4 euro), triglia (2 euro), bovolo (1 euro). Nove i pescherecci che lunedì notte avevano lasciato gli ormeggi del porto: Sparviero, Evelina, Vichingo, Faro, Rossella, Pami, Trinità, Marlin e Silvia G. Il peschereccio Claudia di Toni Di Remigio ha purtroppo accusato avaria poco dopo la partenza e quindi è stato costretto a tornare in banchina.
IL CONSORZIO. Da ieri, com’è noto, tutta l’attività di intermediazione è passata nelle mani della costituita “Mercato Ittico Giulianova società consortile a r.l.”. Oltre all’aspetto specificatamente amministrativo, tre sono state le novità nell’asta di ieri. La prima riguarda l’anticipo di mezz’ora delle contrattazioni (dalle ore 4,30 alle 4), l’utilizzo di un solo nastro trasportatore delle cassette di pescato anziché due e il minore impiego di personale. Dopo una sorta di privatizzazione nei fatti, tutto è in funzione della minore spesa rispetto al passato. Il responsabile dell’asta Gino Gervasini ha così commentato: «Possiamo definirla una buona partenza per la nuova gestione anche se ci sono degli aspetti che hanno bisogno del giusto rodaggio. Spero che arrivi almeno un’altra unità lavorativa che ci consenta di accelerare le operazioni e chiudere così le vendite per le ore 7, quando gli acquirenti cercano di lasciare il mercato per dedicarsi alle loro attività commerciali. Nel corso delle prossime sedute tutto dovrebbe perfezionarsi». Lunedì scorso la giunta comunale, sulla scorta del protocollo esistente con la società consortile Mercato Ittico, ha deliberato l’assegnazione temporanea alla stessa società di gestione di Gervasini, già direttore del mercato prima della nuova gestione. L’assegnazione temporanea è fissata per quattro mesi, salvo proroga. Obiettivo del mandato è la conduzione efficiente e produttiva del servizio di gestione del mercato ittico.
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