«Prima di fare la pista va messo in sicurezza il Vibrata»

14 Febbraio 2019

ALBA ADRIATICA. «Prima di realizzare la pista ciclabile occorre mettere in sicurezza il corso del torrente Vibrata». Così Domenico Di Matteo, presidente del movimento Val Vibrata-Monti della Laga e...

ALBA ADRIATICA. «Prima di realizzare la pista ciclabile occorre mettere in sicurezza il corso del torrente Vibrata». Così Domenico Di Matteo, presidente del movimento Val Vibrata-Monti della Laga e grande assente della tornata elettorale delle regionali, incalza il nuovo governo abruzzese di centrodestra guidato da Marco Marsilio. All’indomani del voto, infatti, sono ripartiti i lavori per la pista ciclopedonale lungo il torrente nel tratto da Alba Adriatica a Corropoli, nonostante gli ostacoli, le criticità burocratiche e le polemiche sull’opera finanziata dalla passata giunta D’Alfonso e realizzata dall’Unione dei comuni della Val Vibrata.
Spiega Di Matteo: «I lavori per la pista ciclabile lungo il Vibrata devono essere fermati il prima possibile per limitare lo sperpero di denaro pubblico e i danni provocati dall’opera alle aziende agricole, ai cittadini e alle attività della zona artigianale albense: la Regione deve convincere l’Unione e i sindaci vibratiani in tal senso e deve dare priorità ad investimenti per mettere in sicurezza le sponde del Vibrata. Se la pista appare scollegata, devia verso le campagne coltivate e necessita di varianti progettuali, del resto, è anche a causa del fatto che il torrente negli ultimi anni ha divorato i suoi argini e buttato già intere porzioni di terreno dove sarebbe dovuto passare il percorso ciclabile. Come il Vibrata, anche il Salinello necessita di interventi urgenti di messa in sicurezza. Auguro quindi un buon lavoro ai tre vibratiani eletti in consiglio regionale, auspicando che facciano tesoro degli errori degli ultimi anni, quando la Val Vibrata è stata abbandonata, e prendano a cuore alcune problematiche importanti come il lavoro, il turismo e la sicurezza delle famiglie, oltre a quella del territorio».
Luca Tomassoni
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