Primo cantiere pubblico dopo 4 anni

23 Giugno 2020

Tra breve saranno assegnati i lavori per la sistemazione del palazzo Ater di via Adamoli, edificio simbolo del sisma

TERAMO. A quattro anni dalle scosse che tra il 2016 e il 2017 hanno messo in ginocchio il centro Italia, a Teramo sta per partire il primo cantiere della ricostruzione pubblica. Cantiere che interesserà il palazzo Ater di via Adamoli 48, quello che rappresenta il “palazzo simbolo” per la ricostruzione legata all'edilizia residenziale pubblica, dove al termine dei lavori, che dovrebbero iniziare subito dopo l'estate, rientreranno 32 famiglie. Il 18 giugno è infatti scaduto il termine per la presentazione delle offerte e oggi si insedierà il seggio di gara, in seduta pubblica in streaming, che dovrà valutare le 150 offerte pervenute. Considerato che a fronte dell'alto numero di imprese che hanno partecipato al bando difficilmente la valutazione potrà esaurirsi in una sola seduta è presumibile che tra tempi tecnici, affidamento provvisorio e affidamento definitivo i lavori non riescano a partire prima un paio di mesi. Ma intanto sono già state sistemate le impalcature «Se non ci fosse stato il blocco legato al Covid», sottolinea la presidente dell’Ater Maria Ceci, «i lavori sarebbero stati molto probabilmente affidati a giugno. I limiti imposti dalla pandemia hanno ovviamente posticipato parte dell'attività amministrativa, che è comunque proseguita tanto che è stata effettuata tutta la procedura di pubblicazione del bando».
In totale sono 58 le palazzine Ater che sono state danneggiate dal sisma in provincia di Teramo. E se per via Adamoli oggi si insedierà il seggio di gara, per l'affidamento dei lavori per altre tre palazzine sono stati riconsegnati i progetti e tutto fa ben sperare perché a breve si proceda al relativo bando. Il 29 maggio, inoltre, il presidente della Regione Marco Marsilio e la presidente dell'Ater hanno sottoscritto un’intesa relativa ad altri quattro immobili Ater per i quali sono stati finanziati i lavori di riparazione e miglioramento sismico (uno a Giulianova, uno a Silvi e due a Martinsicuro). «Si tratta di un'intesa frutto di una stretta collaborazione con la stessa Regione e l'Usr, nella figura del direttore Vincenzo Rivera», spiega Ceci, «e con cui l'Ater ha assunto il ruolo di stazione appaltante. Di conseguenza dovrà espletare tutte le procedure relative ai lavori». Intanto, parallelamente alle attività relative alla ricostruzione l'Ater sta portando avanti anche la procedura relativa alla consegna agli assegnatari degli immobili acquistati con fondi regionali e messi a disposizione dei Comuni per una temporanea sistemazione degli sfollati. «Ad oggi sono stati consegnati gran parte degli alloggi di Montorio», sottolinea la presidente, «e circa la metà delle 50 abitazioni assegnate dal Comune di Teramo con il primo bando. Ovviamente si tratta di una soluzione momentanea, in attesa della ricostruzione delle abitazioni. A questo riguardo l'Ater sta portando avanti l'attività su tutti gli immobili interessati, attenzionando i tempi anche d’intesa con l'Usr, con la Regione e con il commissario straordinario. Proprio con quest'ultimo si sta lavorando per snellire tutti i procedimenti relativi alla ricostruzione pubblica. Alla base della nostra attività c'è la consapevolezza di dover pensare a procedimenti semplificati, sempre nel superiore rispetto della legalità, e al sacrosanto desiderio delle famiglie di rientrare nelle loro abitazioni».
Lo stesso Legnini, nell'ultima riunione a Teramo, aveva sottolineato l'importanza di semplificare le procedure, con l'obiettivo di far partire finalmente la ricostruzione pubblica. «Quando parliamo di ricostruzione pubblica», conclude Ceci, «non possiamo non evidenziare che i procedimenti amministrativi rientrano sicuramente tra quelli complessi e che richiedono l'intervento di più strutture. Sicuramente la segmentazione del procedimento è una forma di garanzia, considerato che si tratta di gestione di denaro pubblico, ma inevitabilmente determina un allungamento dei tempi».
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