Primo maggio in giallo È pienone nei ristoranti

Non si rinuncia al rito delle virtù, pioggia di prenotazioni per i tavoli all’aperto Di Mattia di Aria Food: «Entusiasmo dei clienti, ma le norme sono incongrue»
TERAMO. Nel primo giorno festivo in zona gialla, ci si prepara a un assalto ai ristoranti aperti, soprattutto per un piatto di virtù. «C’è grande entusiasmo da parte della clientela, la gente ha voglia di uscire, siamo pieni di prenotazioni», spiega Valerio Di Mattia, titolare del Palmizio di Alba Adriatica e presidente dell’associazione abruzzese Aria Food, che continua: «Oltre alle luci, però, ci sono anche le ombre. Siamo fortemente penalizzati dalla possibilità di lavorare solo all’aperto, che è una misura incongrua: molti ristoratori non hanno una veranda, oppure non hanno fatto in tempo con le pratiche per ottenere spazi pubblici e non possono riaprire. Chi può mettere tavoli all’aperto si è attrezzato ma lavora a metà, se non a un terzo, della capacità. E poi c’è il coprifuoco, che non permette cene in relax».
TERAMO. Le virtù fanno registrare il tutto esaurito nei ristoranti cittadini e un boom per l'asporto. I ristoratori parlano di grande risposta, di «numeri senza precedenti che ci riempiono di entusiasmo», dice Marcello Schillaci della Cantina di Porta Romana, vero maestro e tutore del piatto. Il suo locale, grazie agli spazi all'aperto, oggi e domani sarà pieno, a dimostrazione della grande voglia delle persone di «tornare a stare insieme: ho tutti i posti prenotati e anche con l'asporto stiamo lavorando benissimo, oltre ogni previsione», aggiunge Schillaci. C'è chi, come Cipria Gastronomia di mare di via Badia, si è organizzato in tempo per accogliere clienti: «In concomitanza col primo maggio siamo riusciti a montare un palco per allestire tavoli all'aperto e offrire anche questo servizio: siamo felici per la risposta dei teramani e questa fiducia ci sta spingendo a investire anche sugli spazi all'aperto per adeguarci alla nuova realtà. Le tante prenotazioni sono un segnale assolutamente incoraggiante», spiega Alessandro De Antoniis, titolare del locale. Profumo di virtù e tutto esaurito anche in via Stazio dove La Vineria da giorni è al lavoro per la preparazione del piatto: «Abbiamo dovuto bloccare le prenotazioni per l'asporto: la richiesta è stata altissima e ne siamo più che contenti. I tavoli sono tutti prenotati, anche per la giornata di domenica. I teramani non vogliono rinunciare a questa tradizione».
COSTA. Riaprono i battenti le attività della costa. Così Luca Foschi, co-titolare di Bolla a Roseto: «Per il weekend siamo pieni di prenotazioni, sia a pranzo che per l’aperitivo cenato, un format che ci permette di sfruttare al massimo l’orario di apertura consentito». Stesso parere di Alessandro Cavatassi dello chalet-ristorante Punto G di Tortoreto: «Siamo ripartiti a pieno regime: siamo pieni a pranzo, mentre per la sera il discorso è un po’ più complesso: il clima non è ancora quello ottimale per cenare fuori e c’è il coprifuoco». Monia Di Filippo titolare della trattoria Da Adele commenta così la riapertura, dopo le restrizioni date dalla zona rossa che hanno penalizzato Giulianova: «Abbiamo iniziato a ricevere le prime prenotazioni per il pranzo: siamo ottimisti, penso che riusciremo a fare il pienone a pranzo, nei limiti consentiti». Riccardo Scardecchia di Fishbones di Martinsicuro: «Fortemente penalizzati dalle restrizioni della zona rossa, abbiamo dovuto annullare tutte le prenotazioni della scorsa settimana. È complicato riaprire un ristorante dalla sera alla mattina. Questo primo maggio sarà inferiore in termini di presenze. Per ora lavoriamo solo a pranzo».
MONTAGNA. La pioggia e il maltempo sono lo spauracchio maggiore, ma l’ottimismo e la voglia di ripartire compensano ogni paura per i ristoratori dell’entroterra. Una ripartenza con le virtù, il piatto tipico teramano, e con l’augurio di poter continuare a lavorare. «Facciamo asporto e servizio all’esterno per la metà della capienza e in orari diversi», dice Simone Simonetti della Cantina degli antichi mestieri di Isola del Gran Sasso, «Il nostro timore è chiude di nuovo, per questo invito a grande responsabilità ed esprimo solidarietà per chi è ancora fermo». «Iniziamo di nuovo con entusiasmo con l’asporto e servizio all’esterno», prosegue Carlo Tarquini di Antichi Sapori di Montorio, «le prenotazioni ci sono anche se i clienti da fuori provincia arrivano di meno. Abbiamo fatto degli investimenti per adeguare i locali, c’è massima sicurezza e spero che presto ci diano l’ok anche per il servizio all’interno». Prenotazioni sia per l’asporto che per il servizio all’aperto per Casa Damiani di Montorio. «Siamo felici di rriaprire, speriamo di poter continuare», aggiunge il proprietario Luigi Damiani. E si riparte anche a Prati di Tivo. «Che bello rivedere i porta-tovaglioli, i tavoli, i menù e fare accoglienza», scrive Antonio Riccioni del Bar Prati di Tivo. «È tutto pronto: tavoli fuori e prenotazioni per il weekend», dice Valeria Contasti della Cantina dell'orso.
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