Primo pienone sulla costa, ora il turismo spera di ripartire

Da Martinsicuro a Silvi lungomari invasi dalle auto, stabilimenti quasi pieni e spiagge affollate Dopo un giugno nero cominciano ad arrivare le prenotazioni negli hotel per luglio e agosto
TERAMO. L’ultimo fine settimana di giugno è all’insegna del sole quanto basta per attivare la corsa al mare tra voglia di spiaggia, tuffi e abbronzatura. Così, al netto di mascherine e ombrelloni rigorosamente distanziati nel rispetto delle norme anti Covid, ieri gran pienone sulla costa teramana. Da Martinsicuro a Silvi, passando per Alba, Tortoreto, Giulianova, Roseto e Pineto, ovunque lungomari presi d’assalto dalle macchine, lidi e spiagge libere affollati. Immagini che fanno ben sperare ma che, a sentire gli addetti ai lavori, sicuramente non possono essere considerate una cartina di tornasole per una stagione balneare che, figlia di una emergenza sanitaria, si annuncia molto difficile. Perché gli operatori concordano sul fatto che quello del fine settimana è un turismo locale, che arriva dalle zone interne, “orfano” ancora di quello destinato agli alberghi, camping e residence .
Dice Domizio Scilli, presidente provinciale del Sib, il sindacato dei balneatori: «È stato un giugno nero con un calo che, rispetto all’anno scorso, sulla costa teramana si attesta intorno al 50, 60 per cento. Il turismo del fine settimana sulla costa non può essere considerato come quello della stagione perché è soprattutto un turismo fatto di pendolari, di gente che il sabato e la domenica dalle zone dell’interno raggiunge il mare. Per fare delle previsioni realistiche bisogna aspettare di conoscere il volume delle prenotazioni nelle strutture alberghiere per luglio e agosto. Qualcosa sta arrivando, ma sicuramente è ancora presto. Giugno è stato un mese nero, non ci ha aiutato nemmeno il meteo visto che ha piovuto per buona parte del mese. Neanche il tempo ci è venuto incontro. Speriamo bene, ma le premesse non sono buone». E aggiunge: «I balneatori hanno fatto notevoli investimenti economici per garantire la sicurezza a tutti e il distanziamento degli ombrelloni ha sicuramente portato a una riduzione delle presenze. Noi ci auguriamo il meglio perché bisogna sempre essere ottimisti, ma non si può non essere realisti e sicuramente possiamo dire che sarà una stagione turistica molto difficile».
Difficile a cominciare da quella per gli albergatori, alcuni dei quali hanno deciso di non riaprire le strutture come è successo in due casi a Villa Rosa. Per Giammarco Giovannelli, presidente regionale di Federalberghi Abruzzo, il contraccolpo che il settore subirà sarà molto pesante. Dice: «Cominciano ad esserci molte richieste di prenotazioni per luglio e agosto negli alberghi abruzzesi e della costa teramana che ha una forte ricettività con albergatori professionisti che operano nel settore ormai da generazioni, ma sono convinto del fatto che questi dati, purtroppo, non riusciranno a salvare la stagione balneare. Il dato generale, purtroppo, è triste e desolante a cominciare da tutto quello che riguarda l’indotto che non verrà occupato e che sicuramente a settembre avrà grosse ripercussione su tantissimi lavoratori che faranno richiesta di sostegni. Bisogna fare i conti con il fatto che in un momento di crisi come questo la vacanza non rappresenta una priorità per le famiglie italiane. Purtroppo il governo centrale non ha dimostrato la giusta attenzione al settore turistico che rappresenta una voce importante del Pil nazionale. L’accesso al credito resta congelato e sicuramente non rappresenta una finanza reale. Tutte le richieste delle varie associazioni di categoria che da mesi hanno sollecitato interventi mirati ed efficaci sono caduti nel vuoto e a settembre questo settore sarà costretto a fare i conti con decine di imprese che non riusciranno nemmeno a raggiungere il pareggio». E così conclude: «Ci sono molti addetti al settore che ancora non percepiscono la cassa integrazione, senza dimenticare i notevoli costi sostenuti dagli albergatori per garantire il rispetto di tutte le nome di sicurezza anti Covid con l’applicazione di regolamenti che nei fatti, in alcune occasioni, si sono rivelati veramente impraticabili senza che nessuno, a livello centrale, sia venuto incontro alle esigenze della categoria. Il dato generale che emerge, purtroppo, è triste e deludente. Ancora non c’è consapevolezza e non si prende coscienza di quella che è la profonda crisi che questo settore sta subendo dopo l’emergenza sanitaria e che sicuramente non potrà essere sanata con le prenotazioni di luglio e agosto».
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