«Priorità ai lavori di messa in sicurezza»

12 Maggio 2017

Traforo e Infn, il ministro Lorenzin assicura interventi strutturali per salvaguardare la rete idrica

TERAMO. La domanda obbligata da porre a un ministro alla Salute in visita a Teramo è certamente sulla sicurezza dell’acqua.
E Beatrice Lorenzin, a margine della visita al Mazzini, non si è sottratta alle domande dei giornalisti. «L’acqua è tornata potabile», ha esordito il ministro, «c’è un costante lavoro di sorveglianza da parte dell’Istituto superiore di sanità. Ma visto che i casi si ripetono la vigilanza sarà rafforzata».
E sulla disponibilità del governo ad avviare le costose opere di messa in sicurezza del Gran Sasso, il ministro non ha dubbi. «Per il governo è una priorità, ma anche per la Regione e per le Autostrade: ognuno ha le proprie competenze. Noi come “Sistema salute”», ribadisce Lorenzin, «abbiamo un sistema di sorveglianza che deve dare ai cittadini le massime garanzie di potabilità ma dobbiamo anche continuare gli straordinari studi che vengono fatti nel Gran Sasso, nei Laboratori che, lo ricordo, sono assolutamente sicuri.
E’ stata questa una risposta indiretta all’appello rivoltole poco dopo nel salone del Mazzini dal sindaco di Teramo Maurizio Brucchi: «La invito ad avere un occhio di riguardo per questo territorio. C’è da fare qualcosa sulla vulnerabilità del sistema delle acque».
Sull’argomento, a margine, anche l’assessore regionale Silvio Paolucci si è impegnato a nome della Regione «a mettere a regime un’ulteriore verifica delle acque per una costante salvaguardia della salute». Paolucci ribadisce un concetto specificato anche nel vertice in prefettura: «Si deve creare un protocollo per cui, se un’emergenza del genere dovesse malauguratamente ripetersi, le analisi dovranno essere fatte entro un’ora». Nell’ultimo caso, invece, le analisi sono state fatte nove ore dopo l’ordinanza e solo perchè il prefetto ha fatto riaprire di notte i laboratori dell’Arta.
Sempre sull’argomento, l’Assai, Associazione scuole sicure Abruzzo Italia, ha consegnato al ministro una lettera sull’acqua. Nella lettera aperta viene evidenziata «la contraddittorietà e la scarsità delle informazioni date a tutti i cittadini, in particolare ai genitori preoccupati per l’incolumità dei propri figli». E si chiede al ministro «di intervenire perché vi sia maggiore trasparenza nella divulgazione di ciò che è realmente accaduto», scrive la presidente Leda Ragas.
(a.f.)