Probabili sette assessori, possibile l’ottavo

8 Luglio 2018

Investitura certa per Marroni, Di Bonaventura e Filipponi. Tra le donne spunta anche De Sanctis

TERAMO. «Non parlo di nomi e numeri né tanto meno di deleghe». Finché si resta su temi generali, criteri e tempi di formazione della giunta Gianguido D’Alberto è pronto a spiegare tutti i passaggi che ha in mente. Se però si cerca di entrare nel merito, nei dettagli delle scelte che si accinge a fare, allora il colloquio s’interrompe bruscamente. «È prematuro», si limita a evidenziare il sindaco di fronte a possibili assetti numerici e di ripartizione degli incarichi tra assessori sicuri, possibili ed eventuali. Il totonomine, come le dichiarazioni di circostanza del sindaco, è tipico di questo periodo e sebbene D’Alberto eviti con cura di confermare o smentire qualunque ipotesi, dati alla mano qualche spunto che non sia di pura fantasia emerge. Sicura del posto in giunta può dirsi Maria Cristina Marroni perché prima eletta di “Teramo 3.0” e destinata a coprire uno dei tre posti da assegnare donne per il rispetto della quota rosa. Anche Valdo Di Bonaventura, di gran lunga il più votato di “Teramo vive” sarà certamente assessore. La sicurezza della nomina di Antonio Filipponi per “Insieme possiamo” si deduce dal forte legame con D’Alberto costruito negli anni di opposizione in consiglio. Da coprire resterebbero dunque quattro posti, nell’assetto più accreditato di una giunta a sette che però potrebbe anche attestarsi a otto in caso di necessità. Certo è anche il fatto che servono altre due donne: una da pescare nel Pd, tra le esordienti Marisa Pomanti e Stefania Di Padova, e l’altra in quota “Insieme possiamo”, tra Graziella Cordone e Ilaria De Sanctis che ha aderito dall’inizio al progetto civico di D’Alberto seguendolo nell’uscita dai Dem. Tra i possibili designati figurano anche Alberto Melarangelo per il Pd e Andrea Core per “Insieme possiamo” che annovera anche Luigi Ponziani come potenziale assessore. Non si può escludere a priori neppure Simone Mistichelli, primo degli eletti nel Pd, ma entrerebbe in giunta in alternativa a Pomanti in quanto espressione della stessa area vicina al commissario comunale del partito Sandro Mariani. Poco spazio resterebbe per tecnici esterni, la cui presenza in giunta è vista dal sindaco solo nel caso in cui portino un reale valore aggiunto. Ci vorrebbe, in pratica, un professionista di livello che però difficilmente rinuncerebbe al proprio lavoro per fare l’assessore. Da scegliere c’è anche il presidente del consiglio, ruolo per il quale è favorito Maurizio Verna in quanto decano dell’aula. (g.d.m.)
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