Processione per la riapertura della chiesa

4 Aprile 2018

Corropoli, Sant’Agnese era chiusa per i danni causati dal terremoto. Rinnovato il rito di San Giovanni

CORROPOLI. Tradizione e fede si rinnovano a Corropoli che ieri ha celebrato il martedì di Pasqua con tre eventi. Il primo è stato la riapertura della chiesa di Sant’Agnese, dov’è conservata la statua della Madonna del Sabato Santo, che è tornata in funzione alla presenza del vescovo della diocesi di Teramo-Atri Lorenzo Leuzzi, alla sua prima visita in città accolto dalla comunità corropolese. Il secondo è coinciso con la processione di “San Giovanni che scappa” alla quale ha partecipato lo stesso presule che ha coronato il capo di Maria del serto d’oro.
Il terzo, infine, è stato un momento istituzionale con l’incontro tra Leuzzi e il sindaco di Corropoli Umberto D’Annuntiis a palazzo di città. Nel solco della tradizione, centinaia di fedeli hanno assistito al rito di San Giovanni che scappa per raggiungere Maria addolorata annunciando a lei e al mondo che suo figlio Gesù è risorto. L’intero centro storico è stato chiuso al traffico per la grande festa che ha chiuso l celebrazioni pasquale particolarmente sentite a Corropoli. Leuzzi ha sottolineato la bella testimonianza di fede della comunità. «Il popolo cristiano vive la gioia della risurrezione e vuole riflettere anche attraverso questi eventi su ciò che è accaduto a Gerusalemme», ha fatto notare il vescovo. Il parroco don Ennio Di Giovanni, che grazie al premio assicurativo riscosso per i danni da terremoto ha potuto mettere in sicurezza la chiesa parrocchiale, ieri riaperta ufficialmente al culto, si detto è soddisfatto dalla risposta dei fedeli. «Il popolo è stato numerosissimo», ha osservato, «e questo sta a dimostrare l’amore che Corropoli ha nei riguardi di Maria». Anche D’Annuntiis ha salutato con piacere la visita di Leuzzi. «Siamo stati molto onorati dalla presenza del vescovo», ha fatto sapere, «la chiesa parrocchiale è stata una delle prime ad essere riaperta dopo il terremoto e questo grazie anche al dinamismo del nostro parroco che ha trovato subito le risorse per intervenire».
Alex De Palo
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