Processo a Rosci, Brucchi diserta

4 Febbraio 2015

Il sindaco citato come teste assente per la seconda volta. Sentito Campana

TERAMO. Slitta ancora la deposizione come teste del sindaco Maurizio Brucchi nel processo in cui l’esponente di Azione Antifascista Davide Rosci è imputato per stalking al primo cittadino. Dopo l’udienza di ottobre al termine della quale l’amministratore venne multato dal giudice perchè assente ingiustificato, per quella di ieri mattina Brucchi ha fatto pervenire un certificato medico. I fatti contestati sono quelli avvenuti ai tempi della richiesta di referendum sul vecchio stadio quando, in alcune occasioni, alcuni gruppi di tifosi intervennero durante le sedute del consiglio comunale e nel corso di una conferenza di presentazione del Teramo Calcio per ribadire il proprio no all’abbattimento del vecchio stadio Comunale. Davanti al giudice Antonio Converti ieri mattina sono sfilati altri testi citati dalla pubblica accusa tra cui l’ex assessore comunale allo sport e agli eventi Guido Campana. L’ex amministratore, nel rispondere alle domande del pm e dei vari difensori, ha detto di non ricordare nulla nè di quanto accaduto in consiglio comunale nè durante la presentazione del Teramo calcio.

Nell’ottobre del 2010 a Rosci venne notificato il provvedimento di divieto di avvicinarsi a meno di 50 metri dal primo cittadino che, proprio sulla questione del mancato referendum (per cui gli stessi tifosi avevano raccolto cinquemila firme) era stato oggetto di intimidazioni e minacce. Brucchi nel procedimento in corso davanti a Converti non si è costituito parte civile. Rosci, che dopo la recente conferma in appello della condanna a sei anni per gli scontri di Roma è agli arresti domiciliari e ieri mattina era presente in aula, in questo procedimento è imputato anche per interruzione di pubblico servizio insieme ad altri 19 giovani teramani. Il processo è stato aggiornato al 14 aprile: per quell’udienza sarà nuovamente citato il primo cittadino Brucchi. (d.p.)

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