Processo bis per Saccuti La procura chiede 4 anni

20 Dicembre 2014

Concesso il rito abbreviato all’ex economo e del Comune di Tortoreto accusato di essersi appropriato di oltre un milione di fondi comunali

TORTORETO. Per l'accusa, nell'arco di nove anni, avrebbe messo le mani su oltre 1.200.000 euro di fondi del Comune di Tortoreto, utilizzandoli per acquistare vestiti, auto, moto e persino una lavanderia automatica a gettoni. E questo approfittando del suo ruolo di dirigente del settore economato dell'ente.

Accuse che ieri pomeriggio hanno portato la procura distrettuale antimafia dell'Aquila, competente per questo tipo di reato, a chiedere per Pasqualino Saccuti una condanna a quatto anni e sei mesi e la confisca dei beni che gli furono sequestrati a giugno del 2013: un appartamento di circa 150 metri quadrati con annessi box e garage, 2 motocicli, 3 autovetture, attrezzature per l’esercizio di una lavanderia automatica a gettoni di Tortoreto, quote di multiproprietà dislocate sul territorio nazionale, beni di arredamento per interno ed esterno, materiale informatico ed elettronico, attrezzatura da fitness, orologi, il tutto per un valore di 400mila euro. La richiesta, formulata dal pm Davide Mancini, è arrivata nel corso del processo con rito abbreviato chiesto dallo stesso Saccuti, nel corso del quale si è costituito parte civile lo stesso Comune di Tortoreto, rappresentato dall'avvocato Gabriele Rapali, che ha chiesto il sequestro conservativo dei beni a garanzia dei danni subiti dall'ente per il comportamento del dipendente infedele.

Richieste a cui hanno fatto da contraltare quella del legale dell'imputato, l'avvocato Gugliemo Marconi, di modificare il capo d'imputazione da peculato a truffa informativa aggravata.

L'inchiesta che ha portato Saccuti a processo con le accuse di di truffa, peculato, falso e accesso abusivo ad un sistema informatico aveva preso il via nel 2012 da un’indagine parallela che aveva visto coinvolto proprio l'ex dirigente del Comune e nata dopo la segnalazione di una concessionaria marchigiana dalla quale l’uomo aveva cercato di acquistare un Suv pagandolo con i soldi dell’ente. Un’indagine che aveva visto la procura chiedere ed ottenere per l’uomo il divieto di dimora a Tortoreto e che a luglio del 2012 si era chiusa con la condanna di Saccuti a tre anni. Ma proprio indagando su questa vicenda la Procura avrebbe scoperto altri presunti pagamenti effettuati dall’ex dirigente per l’acquisto di attrezzature per lavanderie, multiproprietà, accessori agricoli ed abbigliamento vario. Da qui il nuovo processo, aggiornato a marzo per la sentenza.

Alessia Marconi

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