Processo per l’acqua, nuovo rinvio

30 Settembre 2021

In aula altre eccezioni delle difese. Il Wwf: «Tempi lunghi, rischio prescrizione»

TERAMO. Doveva essere il giorno dell’audizione dei primi testi (i carabinieri del Noe), ma per il processo sull’acqua del Gran Sasso l’avvio dell’istruttoria dibattimentale slitta ancora. E questo a circa due anni dalla prima udienza. Il giudice Domenico Canosa ha aggiornato all’udienza del 27 ottobre per esaminare la nuova mole di eccezioni presentate dalle difese dei dieci imputati tra vertici dell’Istituto di fisica nucleare, Strada dei Parchi e Ruzzo Reti. Un processo per cui, tra l’altro, si profila un altro cambio di magistrato.
Il rinvio ha sollevato le proteste delle associazioni ambientaliste facenti parte dell’Osservatorio indipendente del Gran Sasso parte civile insieme ad enti pubblici e associazioni di consumatori (complessivamente le parti civili sono 12). «Una situazione surreale», dichiara in una nota Dante Caserta, vice presidente del Wwf Italia, «il rischio prescrizione è sempre più concreto. Dopo la fase investigativa e l’inchiesta condotta dalla Procura e dai carabinieri tutto si è rallentato e di questo passo difficilmente si arriverà all’accertamento delle responsabilità. Ma quello che è ancora più grave è che così facendo non si arriverà neppure a definire realmente cosa è accaduto e perché è accaduto. Non si darà un contributo reale alla soluzione del problema dell’interferenza dei laboratori sotterranei Infn e delle gallerie autostradali dell’A24 con l’acquifero del Gran Sasso».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.