Processo per la coltellata all’ex Il giudice assolve una teramana
TERAMO. Era finita a processo dopo essersi opposta al decreto penale di condanna per lesioni nei confronti dell’allora marito poi diventato ex. Secondo l’accusa, durante una delle tante liti...
TERAMO. Era finita a processo dopo essersi opposta al decreto penale di condanna per lesioni nei confronti dell’allora marito poi diventato ex. Secondo l’accusa, durante una delle tante liti scoppiate negli ultimi tempi del rapporto, in due occasioni avrebbe colpito l’uomo con un computer e ferito lievemente ad un braccio con un coltello (prognosi di 12 giorni). Accuse per cui una 43enne teramana è stata assolta dal giudice onorario di tribunale Carla Fazzini con la motivazione del fatto non sussiste. La donna, assistita dall’avvocato Luca Pilotti, si è sempre difesa sostenendo, soprattutto in relazione al fendente, di essersi difesa dall’aggressione dell’uomo.
Atteggiamento, quest’ultimo, che il giudice più volte sottolinea nella motivazione contestuale della sentenza quando scrive: «Sottolineati i forti contrasti tra le parti accentuati dalla particolare tendenza della parte offesa a recare molestie verso la moglie e continue aggressioni». E ancora: «Nel caso in esame le dichiarazioni della parte offesa, marito dell’imputata in procinto di separarsi ,non sono né estrinsecamente né intrinsecamente credibili. Intrinsecamente perché incoerenti e non verosimili: l’uomo dapprima afferma che la moglie gli lanciava un computer poi riduce tutto ad un Ipod; afferma che la moglie impugnava due coltelli per mano, mentre la donna dichiarava più verosimilmente di essere in cucina e di aver in mano un coltello solo; l’uomo parla di due aggressioni subite mentre emergeva che ad iniziare l’alterco era sempre lui (in un episodio rompeva anche l’armadio con un pugno)». Nel corso del processo, inoltre, sono stati ascoltati anche addetti ai servizi sociali che , scrive ancora il giudice, «hanno riferito che l’uomo era molto aggressivo mentre la moglie era tranquilla».(d.p.)
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