Processo per le false accuse al questore L’ex maresciallo chiede l’oblazione

5 Dicembre 2018

Si sdoppia il processo per le false accuse di stalking al questore Enrico De Simone (nella foto) che vede due imputati: la teramana Tiziana Panichi, che deve rispondere di calunnia per aver accusato...

Si sdoppia il processo per le false accuse di stalking al questore Enrico De Simone (nella foto) che vede due imputati: la teramana Tiziana Panichi, che deve rispondere di calunnia per aver accusato il questore di minacce e stalking, e l’ex maresciallo dei carabinieri in pensione Giorgio Ciccone accusato di procurato allarme. Davanti al giudice monocratico Flavio Conciatori il militare, attraverso il suo legale Piergiuseppe Sgura, ha chiesto di oblare. Richiesta che, dopo il parere favorevole dei pm Bruno Auriemma e Davide Rosati che in aula non hanno ravvisato gli estremi di particolare gravità del fatto contestato all’imputato, è stata accolta dal giudice. Resta a processo la donna (difesa dall’avvocato Paolo De Nuzzo) per cui, dopo l’udienza di ieri, si torna in aula a febbraio con i primi testi. I fatti risalgono al 2017 quando la donna aveva accusato il questore averla picchiata e minacciata. Ma non solo. Aveva anche raccontato che il questore l’aveva aspettata sotto casa con una pistola in mano, esplodendo dei colpi. Ed era stato proprio questo episodio a far finire a processo Ciccone, che in quell’occasione, come ricostruito nelle indagini e nel capo di imputazione, avrebbe telefonato «al centralino dei carabinieri per segnalare l’aggressione in atto». Le indagini disposte dalla Procura, con tanto di intercettazioni telefoniche, hanno escluso qualsiasi genere di contatto e di conoscenza tra la donna e De Simone che si è costituito parte civile rappresentato dall’avvocato Mariateresa D’Innocenzo. (d.p.)