Processo Tercas, nuovo rinvio

5 Marzo 2016

Da decidere l’ammissione delle parti civili e la competenza territoriale

TERAMO. Un altro intoppo nel processo sul crac della Tercas che si sta svolgendo davanti al tribunale di Roma. Anche l’udienza di ieri è stata dedicata alle questioni preliminari, ma senza arrivare a una decisone. Il tribunale, presieduto dal giudice Caterina Brindisi, ha rinviato la decisione alla prossima udienza del 23 maggio. Le questioni preliminari riguardano l’ammissione del parti civili e la competenza territoriale. Gli avvocati di alcuni dei 14 imputati hanno contestato l’ammissibilità degli azionisti come parte civile, ritenendo che la costituzione della Tercas sia di per sé sufficiente a rappresentare i loro interessi. Gli avvocati delle difese hanno contestata non solo la costituzione dei piccoli azionisti ma anche della Fondazione Tercas, l'ente che deteneva il 60% del capitale della banca, la cui partecipazione azionaria è andata completamente in fumo dopo l’azzeramento del titolo. Sarà decisa il 23maggio anche la questione dell’incompetenza territoriale del tribunale di Roma sollevata da alcuni avvocati della difesa. A loro giudizio il processo deve svolgersi a Teramo dove è avvenuta o ha avuto origine la maggior parte dei fatti che hanno determinato il tracollo della banca, con 600 milioni di perdite. Eccezione già presentata in sede di udienza preliminare e respinta dal gup, ma il tribunale potrebbe decidere diversamente. In tal caso gli atti del processo verrebbero trasmessi alla procura di teramo e tutto dovrebbe ripartire da zero.