Processo Varrassi, medici in aula «Lesi dalla nomina di Robimarga»

12 Marzo 2015

L’ex manager Asl è imputato per l’auto blu e la scelta del dirigente dell’unità di Giulianova Sotto accusa per abuso d’ufficio anche sei dirigenti dell’azienda sanitaria, sentite le parti civili

TERAMO. Il processo all’ex manager della Asl Giustino Varrassi sull’uso dell’auto blu e sul caso Robimarga entra nel vivo. Nell’udienza di ieri sono stati ascoltati come testi i tre medici del reparto di urologia – ammessi come parte civile insieme alla Asl – che si ritengono lesi dalla nomina di Corrado Robimarga alla guida dell’ unità semplice di endourologia a Giulianova.

Si tratta di Vincenzo Cipolletti, Giuseppe Paradiso Galatioto e Paolo Galassi (rappresentati dagli avvocatiTommaso Navarra, Daniele Di Furia e Vincenzo Cafforio). I tre medici hanno detto di aver appreso da internet del concorso interno bandito dagli allora vertici della Asl. Tutti hanno sottolineato di aver all’attivo «centinaia di interventi chirurgici in più rispetto a quelli del dottor Robimarga».

Davanti al tribunale in composizione collegiale (presidente Giovanni Spinosa, a latere Sergio Umbriano e Carla Fazzini) sono state riunificate le due inchieste firmate dal pm Davide Rosati. Varrassi e il suo ex autista Giovanni Lanci sono accusati di truffa e peculato per aver fatto uso personale dell’auto di servizio. Nell’ambito del procedimento sull’auto blu il pm Rosati aveva chiesto gli arresti domiciliari per Varrassi che nel frattempo ha risarcito la Regione: richiesta, quella dei domiciliari, che all’epoca venne respinta dal gip.

Nell’altro procedimento, quello del caso Robimarga, Varrassi è coinvolto insieme all’ex direttore sanitario Camillo Antelli, all’ex direttore amministrativo Lucio Ambrosj, ai dirigenti Maurizio Di Giosia, Vittorio Scuteri, Corrado Foglia e Gabriella Palmeri: tutti sono accusati di abuso d’ufficio (collegio difensivo composto dagli avvocati Nicola Pisani, Mauro Catenacci, Gugliemo Marconi, Alessia Moscardelli, Renzo Di Sabatino e Gianfranco Iadecola).

Secondo l’accusa della procura gli allora vertici della Asl avrebbero affidato la direzione dell’unità di Giulianova a Robimarga a dispetto dell’inchiesta penale che aveva da poco coinvolto il medico ed ex assessore comunale del Pdl. Per la procura la commissione disciplinare (composta dai 5 dirigenti) avrebbe indebitamente sospeso la procedura disciplinare a carico di Robimarga scaturita dall’allora sospensione del medico disposta dal gip con un’ordinanza. Robimarga in primo grado è stato condannato a tre anni ed otto mesi per peculato, truffa e falso, ma i giudici d’Appello hanno cancellato il reato di peculato, confermando la truffa e falso, e dimezzando la pena ad 1 anno ed 8 mesi. Dopo la sentenza di secondo grado il medico, sospeso dalla Asl, è tornato in servizio. ©RIPRODUZIONE RISERVATA