Proclamato lo sciopero alla Camera di commercio

Protesta per il taglio degli stipendi e l’accorpamento alla sede dell’Aquila Astensione dal lavoro per tutta la giornata del 26, garantiti i servizi essenziali
TERAMO. I dipendenti della Camera di commercio di Teramo proclamano lo sciopero per protestare contro i tagli dei salari e l’accorpamento con la Camera di commercio di L'Aquila. I lavoratori incroceranno le braccia per l’intera giornata del 26 febbraio: a comunicarlo sono i rappresentanti provinciali di Cgil, Cisl e Uil.
Lo stato di agitazione da parte dei dipendenti dell’ente era cominciato in seguito al fallimento del tentativo di conciliazione proposto dai sindacati in prefettura. Le organizzazioni dei lavoratori avevano infatti proposto la definizione del fondo per le politiche di sviluppo delle risorse umane e per la produttività, e lo studio della riqualificazione della spesa, che scongiurasse tagli al salario accessorio e alle borse di studio per i figli dei dipendenti dell’ente. Giuseppe Cirillo (Cgil), Andrea Salvi (Cisl) ed Alfiero Di Giammartino (Uil) definiscono i piani della Camera di commercio «fortemente penalizzanti per tutto il corpo impiegatizio, esclusa la dirigenza, poiché verrebbe prevista una importante riduzione del salario accessorio del tutto iniqua ed inopportuna anche perché orientata solo e soltanto verso il comparto». I sindacalisti si dicono inoltre preoccupati per le sorti dei dipendenti, «stressati dall'idea di dover subire la scelta di un formale e burocratico lavoro di ingegneria istituzionale che vorrebbe vedere la Camera di commercio di Teramo accorpata a quella di L’Aquila, nonché particolarmente preoccupati nel dover patire le negative, future, conseguenze dell'imminente accorpamento, anche per effetto dell'impoverimento del fondo del salario accessorio che, qualora attuato, comporterebbe una ulteriore diminutio capitis rispetto ai colleghi aquilani».
Cgil, Cisl e Uil aggiungono però che, non essendo riusciti a conseguire una più equa riqualificazione della spesa, capace di evitare una «tendenza di carattere punitivo» nei confronti dei dipendenti camerali, hanno proclamato lo stato di agitazione che sfocerà nello sciopero del prossimo 26 febbraio. Nellagiornata di astensione dal lavoro saranno comunque garantiti i servizi essenziali: nel settore del registro imprese sarà assicurato solo il rilascio di certificati e visure con diritto d’urgenza per la partecipazione a gare d’appalto ed il deposito di atti societari in scadenza; nel settore del commercio estero verrà garantita la certificazione per l’esportazione e l’importazione temporanea di merce e la certificazione per lo sdoganamento di merci deperibili; per ciò che riguarda la regolazione del mercato, saranno assicurate la ricezione delle pratiche relative alla registrazione di brevetti e la legalizzazione firme di funzionari camerali sui certificati validi per l’estero.
Sandro Petrongolo
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