Procura e avvocati un patto per rendere la giustizia migliore

24 Settembre 2014

Serie di iniziative concordate dall’ufficio con l’Ordine Guerriero apre anche ai cittadini con lo “Sportello rosa”

TERAMO. E’ un procuratore che cita il filosofo teramano Melchiorre Delfico e Sant’Agostino quello che presenta il Laboratorio giustizia Teramo.

Antonio Guerriero, 60 anni, dal 25 luglio alla guida della procura teramana, tratteggia quella che non esita a definire una rivoluzione per la giustizia. «Perchè», dice, «le vere rivoluzioni non le fanno le parole ma gli uomini con le loro azioni». E nei giorni caldi della riforma sulla giustizia, degli scontri tra toghe e governo, Guerriero firma un “patto” con l'avvocatura e apre alla comunità. Lo fa nel corso di una conferenza stampa con il presidente dell’Ordine degli avvocati Guerino Ambrosini. «Per affrontare e risolvere una serie di problematiche», ha detto Guerriero, «per meglio rispondere alle esigenze dei cittadini anche attraverso idee innovative in grado di realizzare prassi virtuose». Il procuratore ha parlato di carta dei servizi, di bilancio sociale e protocolli per migliorare il raccordo tra le indagini preliminari e il dibattimento, la digitalizzazione e l'archiviazione dei procedimenti, un front office per ottenere rapidamente le informazioni richieste ma soprattutto uno “Sportello Rosa”, per le vittime della violenza e per l'informazione ai cittadini.

Con il consiglio teramano dell'Ordine degli avvocati, Guerriero ha intenzione di coinvolgere «i giovani legali direttamente nella vita della procura, facendoli partecipare a tutte le fasi non coperte dal segreto istruttorio: dibattimento, volontaria giurisdizione, esecuzione penale». Secondo Guerriero «la sfida maggiore sarà quella di attuare il controllo di gestione prevedendo una centralità dell tre E: efficienza, efficacia, economicità e delle quattro T: territorio, tecnologia, tolleranza e talento organizzativo. Sarà importante far interagire l’intero ufficio per migliorarne l’organizzazione, l’efficienza, la sicurezza, l’innovazione tecnologica, i sistemi di controllo e di gestione su tutti gli affari per realizzare una cultura dell’organizzazione che evochi le relazioni tra i soggetti che si muovono verso obiettivi condivisi».(d.p.)

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