Prof impone materiali didattici di marca, i genitori si ribellano
Accade alla media Savini: in un elenco consegnato agli alunni indicate squadre, righe e penne professionali e molto costose. Il preside: «Questo non è corretto, verificherò cosa è successo»
TERAMO. Cancelleria e materiali didattici devono essere necessariamente griffati. Alla scuola media Savini non basta che gli alunni da poco tornati tra i banchi abbiano in dotazione quaderni, penne, gomme, squadre e riga: sono indispensabili, infatti, quelli di marche particolari. A specificarlo è un elenco che alcuni studenti hanno riportato a casa qualche giorno fa e nel quale viene indicato non solo il materiale necessario, come promemoria per loro e per i genitori che dovranno acquistarlo, ma anche la ditta "consigliata". Il suggerimento così dettagliato in realtà lascerebbe ben poco spazio all'autonomia di scelta perché a piè di lista la dotazione elencata è definita obbligatoria. Questa specificazione, in un'interpretazione generosa, potrebbe essere riferita al materiale e non alle marche di riferimento, ma sta di fatto che i genitori si sono attenuti a quanto riportato nel foglietto consegnatogli dai figli. Ad alcuni l'indicazione delle ditte è parso un eccesso di zelo da parte dell'insegnante che aveva compilato la lista, senza conseguenze ulteriori.
Davanti al conto della cartolibreria, però, la situazione ha assunto connotati diversi, decisamente più fastidiosi. «Il costo del materiale didattico di quelle marche è di quasi il 50% più alto rispetto ad altre», spiega uno dei genitori, «e francamente non si capisce perché sia una spesa necessaria o addirittura obbligatoria». Squadre, righe e penne indicate nell'elenco, stando a quanto avrebbe riferito anche il negoziante, sono di uso professionale e dunque non proprio adatte a studenti di 12 o 13 anni. «Si sa come i ragazzi di quell'età trattano il materiale per la scuola», insiste il genitore, «per cui sarebbe stato meglio prenderne di più economico». L'acquisto dispendioso, tuttavia, è stato inevitabile anche per il classico fenomeno emulativo che induce i giovani ad avere le stesse cose degli altri.
Il suggerimento tanto stringente da parte del professore è tutt'altro che corretto o consueto alla Savini. «Gli studenti devono avere la dotazione necessaria per le attività didattiche», sottolinea il preside Umberto La Rosa, «ma non è affatto giusto indicare le marche del materiale da acquistare». L'insegnante, secondo il dirigente, può dare consigli ma non deve imporre ad alunni e genitori la scelta su cosa comprare. Il caso segnalato sarà approfondito da La Rosa. «Verificherò cosa è successo», assicura, «e valuterò la situazione». Il dirigente è pronto a sanzionare comportamenti scorretti da parte degli insegnanti ma invita anche i genitori a rivolgersi a lui per eventuali reclami o segnalazioni. «Su situazioni del genere non corrette dobbiamo intervenire», conclude, «per cui è bene che ce le facciano sapere».
Gennaro Della Monica
©RIPRODUZIONE RISERVATA

